AVVISO IMPORTANTE : in questi notiziari,  dal titolo "Notizie Salutari",  scritti dalla Dr.ssa Ferraro, che sono inviati per e mail a tutti coloro che ci hanno inviato il loro indirizzo, dimostrando interesse per l'argomento, il consulente medico  ed incaricata della formazione degli istruttori per  Buteyko - Italia, dr. Fiamma Ferraro comunica ,oltre alle novità sulle date dei corsi, altre informazioni interessanti sul metodo Buteyko e sulla respirazione e salute in generale. Per ricevere il Notiziario basta inviarci una e mail. ( fiafer@yahoo.com ) *  I  notiziari hanno scopo informativo e   non intendono in alcun modo dare  consigli medici, per i quali sarebbe necessario un esame medico individuale e di persona, ed approfonditi accertamenti. Il contenuto del Notiziario può essere liberamente riportato, purché sia indicata la fonte ("scritto dalla dr. Fiamma Ferraro per Buteyko-Italia")
Questo avviso vale per tutti i numeri del Notiziario
Per una buona comprensione delle tematiche qui trattate si consiglia la lettura del libro "Attacco all'Asma... e non solo", della Dr. Ferraro
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- Argomenti principali trattati in questi estratti:

1) Asma

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2) Altri problemi di salute(problemi della vista, allergie, depressione, ansia-panico, deficit d'attenzione nei bambini, obesità ed altro

- 3) respiro in generale, ossigenazione, CO2 ed iperventilazione

4) Nuove sperimentazioni su Buteyko

  - 5)
Congressi,  dibattiti ed incontri

- 6) Veleni ambientali, respiro e terapia chelante
-Ictus. Recupero con lo yoga:.......Un numero considerevole di persone, anche giovani, è ogni anno colpito da ictus cerebrali. Lo stress, l’agitazione e la fretta della vita moderna sono indubbiamente dei fattori che non fanno bene alla salute. La buona notizia, già nota da diverso tempo e che ora trova sempre più conferme, è che anche il cervello ha notevoli facoltà di rigenerazione, e che con un po’ di tempo e pazienza è possibile mettere riparo al danno provocato dall’ictus.
Segnalo a questo proposito uno studio effettuato negli Stati Uniti, da ricercatori presso l’Università dell’Indiana, su un gruppo di reduci da eventi bellici, che avevano sofferto di un ictus. Per otto settimane questo gruppo di 20 persone ha effettuato 2 volte alla settimana un’ora di esercizi di yoga, ed in loro è stato accertato  il conseguimento di risultati estremamente favorevoli: un aumento del senso dell’equilibrio pari al 34% in base alla  Scala Fullerton, oltre a notevoli miglioramenti dell’umore e  resistenza.
Come  di consueto, indovinate quale  parametro non è stato osservato e preso in considerazione nell studio? Avete indovinato: non è stato osservato il modo di respirare all’inizio ed al termine dello studio! Eppure è noto e scientificamente assodato che bastano pochi minuti di iperventilazione per far diminuire del 40 % il livello di ossigenazione del cervello, e quindi, se si attenua l’iperventilazione allora migliora l’ossigenazione, il che ha indubbiamente un effetto positivo sul recupero delle funzionalitò cerebrali dopo un ictus. E' quindi più che probabile che il miglioramento provocato dagli esercizi di yoga sia stato almeno parzialmente  causato anche dalla diminuzione dell’iperventilazione e dal miglioramento del respiro provocato dagli esercizi di yoga. E’ infatti noto (lo diceva Buteyko e lo ripeto anche nel mio libro) che lo yoga, se fatto bene, aiuta a  respirare meglio e fa diminuire l'iperventilazione, anche se in modo molto meno rapido ed accentuato rispetto a quanto si può ottenere intervenendo, con il metodo Buteyko, direttamente e solamente sul modo di respirare.   

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Alzheimer o Parkinson? Forse si tratta di NPH! :.......Con l’aumento del numero di anziani aumenta anche la frequenza di queste malattie. Anche qui, il metodo Buteyko, migliorando l’ossigenazione del cervello, sarebbe molto utile, ma il problema è che è quasi impossibile indurre questi pazienti a fare gli esercizi necessari. Non posso quindi che insistere sul valore preventivo di una buona respirazione, per arrivare ad un’età avanzata con un cervello che funziona sempre meglio. Per coloro che invece soffrono di  Alzheimer o Parkinson, vorrei mettere  in rilievo una problematica di cui si sta iniziando a parlare molto negli USA e che da noi è ancora abbastanza sconosciuta, e cioè la possibilità che le persone nelle quali è stato diagnosticato l’Alzheimer o il Parkinson, soffrano in realtà di “idrocefalo a pressione normale- o idrocefalo normoteso” (abbreviato in genere in NPH dalle iniziali inglesi di “normal pressure hydrocephalus”). In queste persone si verifica un accumulo di un'eccessiva quantità di liquido cerebrospinale nei ventricoli cerebrali, e questo accumulo provoca una diminuzione del flusso sanguigno nel cervello, compromettendone il buon funzionamento. L'idrocefalo normoteso    colpisce soprattutto  persone  di età compresa tra i 60 e i 70 anni ( ved. questo link  per ulteriori dettagli: www.medtronic.it/tua-salute/idrocefalo-normoteso/index.htm ).
Mentre si pensava che questo problema fosse abbastanza raro, si sta ora accertando che la sua frequenza è   molto superiore di quanto si pensasse; non è in realtà agevole diagnosticare quando si sia in presenza di un “normale” deterioramento del cervello e quando invece questo deterioramento sia provocato da un idrocefalo normoteso. Occorre recarsi in centri specializzati, ma ne vale a mio avviso la pena poiché  la differenza  fondamentale è che mentre l’Alzheimer o il Parkinson non sono curabili, l’idrocefalo normoteso è invece curabile con un piccolo intervento di lieve entità, e  si sentono notizie su miglioramenti eccezionali nelle condizioni di anziani sui quali è stato appunto praticato questo intervento, diretto a far uscire il liquido cerebrospinale in eccesso.

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Riflusso gastroesofageo-ernia iatale ed osteopatia:........Nel Notiziario di maggio avevo ricordato come il riflusso gastroesofageo provochi non raramente dei sintomi a volte confusi  con quelli dell’asma, ed avevo menzionato il possibile collegamento di questo reflusso con l’ernia iatale ed altri problemi meccanici.
Riporto sull’argomento  quanto  scrive l’istruttore Buteyko Massimo Valente, che è anche un bravissimo osteopata.
“ L'ernia iatale ed il reflusso gastroesofageo, dal mio punto di vista di osteopata, sono strettamente dipendenti dalla mobilità del diaframma
Sappiamo bene come la mobilità ridotta del diaframma provochi un  aumento di frequenza respiratoria con prevalente utilizzo del torace, e quindi  una maggiore dispersione di andride carbonica, con tutte le conseguenze che il metodo Buteyko spiega.
La mobilità del diaframma, a sua volta, è condizionata da un quantità considerevole di difficoltà che possono essere imputate alla mobilità degli organi sotto diaframmatici. Una cicatrice addominale, un problema di stitichezza importante o un problema ginecologico, impediscono al diaframma di muoversi secondo le sue potenzialità. L'osteopata, intervenendo sull'organo in disfunzione che ha perso la sua mobilità, e quindi ripristinando la mobilità dell'organo, dà la possibilità al diaframma di muoversi per tutto il suo decorso. L'ernia iatale e/o il reflusso gastroesofageo sono sempre la conseguenza di una disfunzione osteopatica in addome"

-Riaddestramento respiratorio in soggetti affetti da broncopatie croniche ostruttive.
.......Chi ormai ci segue  da anni sa bene che in alcuni casi iniziare il  riaddestramento
respiratorio  con il metodo Buteyko non  è consigliabile, ed anzi non è nemmeno possibile. In particolare, mi riferisco a soggetti in cui vi è già un notevole danno polmonare e che hanno  costantemente  bisogno della somministrazione di ossigeno. Per queste persone è purtroppo troppo tardi per iniziare il metodo Buteyko, ed andrebbero semmai prese in considerazione altre techniche di ossigenazione. Tuttavia, vi sono   dei casi che definirei “casi limite” nei quali è ancora possibile ottenere dei risultati con Buteyko:  ho avuto il piacere di incontrare la dr.ssa Rosaria Scevola . La dr.ssa Scevola lavora a Catania , ed è una fisioterapista con master di alta specializzazione. Da anni è attiva nella riabilitazione respiratoria  di ammalati cronici. Circa due anni e mezzo fa, il primario ospedaliero della dr.ssa Scevola le ha suggerito di informarsi sul metodo Buteyko  per vedere innanzitutto di cosa si trattasse, e successivamente per magari applicarlo in determinati casi. La dr.ssa Scevola ha così letto con molta attenzione l’edizione precedente del mio libro “Attacco all’asma…e non solo” ed è passata all’azione. Ha selezionato “casi limite” nei quali appariva ancora  possibile applicare le basi ed alcuni esercizi molto semplici del metodo; (il lettore  si renderà conto  che solo chi ha una profonda conoscenza dell’apparato respiratorio e della fisiopatologia respiratoria è in grado di valutare correttamente la situazione e di intraprendere un lavoro del genere). La dr.ssa ha misurato i seguenti parametri: la famosa pausa controllo, la frequenza respiratoria, il polso, la pressione arteriosa, la saturazione dell’ossigeno nel sangue e la scala Borg . (Quest’ultima è una scala di misurazione soggettiva, da 0-10,  della sensazione di affanno e costrizione toracica utilizzata in soggetti affetti da broncopatie croniche ostruttive ed asma; è utile nel capire come si senta soggettivamente  il malato). La dr.ssa ha misurato questi parametri prima degli esercizi, dopo 2 minuti di esercizi, poi dopo 4, 6 e 8 minuti. Dal punto di vista fisio-patologico,   gli esercizi sono pertanto stati prescritti in modo controllato,   evitando quindi un incremento brusco della CO2, che in questi soggetti potrebbe provocare un broncospasmo “reattivo” causato dal centro respiratorio. Nei   10 casi che mi ha presentato la dr.ssa,  è riportato un aumento lento e graduale della pausa controllo con conseguente miglioramento dei parametri fisiologici  e inoltre –fattore di una certa importanza- era da apprezzare la sensazione soggettiva dei pazienti che si sentivano meglio.
Ciò ci dimostra che anche se non è sempre possibile un riaddestramento respiratorio “completo” è comunque possibile, a seconda dei casi, ottimizzare il funzionamenteo delle pur scarse  risorse respiratorie   rimaste. Inoltre, è da apprezzare come una migliore ossigenazione dei tessuti sia in realtà una delle basi più importanti della vita, concetto in realtà ad ”ampio spettro” in quanto può prendere in considerazione sia un atleta che desidera migliorare la propria prestazione sportiva come anche un ammalato cronico. Chi ha letto i miei articoli ed i miei libri si sarà accorto che insisto sempre di più su schemi personalizzati, in quanto ognuno di noi è un caso a sé.
E’ doveroso ringraziare la dr.ssa Scevola, che ha veramente a cuore le esigenze ed il benessere psico-fisico dell’ammalato, e dedica buona parte anche  del suo tempo libero per raggiungere questo obiettivo.  

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ADHD (disordine di deficit d’attenzione  ed iperattività):.......Dopo aver letto quanto sopra, è venuto anche a voi in mente un collegamento tra il modo di respirare/lunghezza della spanna d’attenzione e l’ADHD, la cui frequenza sta aumentando in modo esponenziale tra i bambini? Ho parlato dell’ADHD in passati numeri del Notiziario, mettendo in rilievo che, per certi aspetti, si tratta di una delle numerose “malattie inventate”,  causata in buona parte dalle condizioni innaturali in cui i bambini, che per natura hanno bisogno di muoversi, sono  al giorno d’oggi già in tenera età tenuti immobili nei banchi di scuola per molte ore; ed anche a casa, in condomini in cui non devono dar fastidio al vicino del piano di sotto, non possono correre e  saltare e si abituano a trascorrere molte ore immobili davanti alla televisione e con videogiochi. Nel mio libro “Attacco all’Asma… e non solo” ho spiegato diffusamente come la mancanza di movimento al giorno d’oggi sia uno dei motivi fondamentali del deterioramento del riflesso respiratorio automatico; il “respiro corto” proprio di numerosi  bambini   può essere collegato,  (come confermato da quanto osservato da Wenger decenni prima che il problema dell’ADHD nei bambini venisse delineato) al problema del deficit d’attenzione ed iperattività  in questi bambini.
Vi sono tuttavia indubbiamente anche altri fattori in gioco in relazione alla tematica dell’ADHD, sempre più importante e sulla quale mi riprometto di tornare prossimamente. 

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Problemi  comportamentali  nei bambini .............Il numero di bambini alle prese con problemi di mancanza d’attenzione ed iperattività,   con vari problemi di carattere comportamentale e   anche il numero di bambini autistici è purtroppo aumentato, negli ultimi anni,  in modo vertiginoso.    Sono indubbiamente numerose le cause che influiscono su tale fenomeno. In particolare per i bambini iperattivi credo che  in numerosi casi (e in questi casi si è appunto alle prese con una delle “nuove malattie” di cui sopra) la causa sia costituita principalmente dalla lunga immobilità per ore sui banchi di scuola, spesso  con inizio  in età molto precoce, un’età in cui un tempo i bambini sfogavano le loro grandi energie correndo  e saltando;  la mancanza di movimento è tra l’altro un  fattore principale, come spiego a lungo nel mio libro “Attacco all’Asma… e non solo” che porta ad acquisire cattive abitudini respiratorie. In altri casi più gravi  di deficit d’attenzione ed iperattività è tuttavia possibile che vi sia qualche fenomeno patologico in atto.
Una domanda che mi viene posta con una certa frequenza è se il metodo Buteyko possa essere utile anche per i bambini alle prese con questi problemi. Indubbiamente, l’ ottimizzazione della respirazione, portando ad un riassestamente di tutto il sistema ormonale, della produzione di endorfine,   d’energia e a molto altro, sarebbe molto utile in questi casi. Il problema pratico è tuttavia che è molto difficile indurre questi bambini ad impegnarsi in un programma di esercizi respiratori. In questi casi può quindi essere preferibile prendere prima di mira altri fattori, tra cui appunto il movimento (facendo attenzione a che non si respiri con la bocca aperta durante il movimento) e, soprattutto, il mangiare. Anche se in genere dico sempre che il primo fattore da migliorare è il modo di respirare, che è ancora più importante del modo di mangiare, in questi casi invece (quando non si riesce ad ottenere che il bambino si concentri ed impegni negli esercizi di respirazione)  occorre prendere di mira prima il mangiare.

E’ ormai be
n noto il miglioramento che, nei bambini autistici, può essere ottenuto eliminando determinate sostanze dalla dieta; (per i bambini autistici si consiglia in genere di eliminare alimenti con glutine e caseina); ma anche nei casi di bambini alle prese con problemi  comportamentali più lievi il fattore cibo è molto importante, e le sostanze da eliminare possono variare caso per caso. Ci si sta sempre più rendendo conto di quanto importante sia il nesso tra “intestino e cervello”. Uno degli approcci che mi sta dando i migliori risultati è il sistema dietetico americano chiamato GAP (abbreviazione di “gut and psychology”, e cioè intestino e psicologia). Una volta ottenuto il miglioramento auspicato è però essenziale prendere di mira il modo di respirare, insegnando ai bambini il metodo Buteyko.
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Criptopirroluria (e ADHD) ......Uno dei problemi la cui frequenza nei bambini sta aumentando ad un ritmo esponenzionale è il disordine di deficit d’attenzione ed iperattività (ADHD). Ne ho parlato in vari precedenti numeri del Notiziario (ad es. in quello del 12/2011 (www.prosalutaris.com/ultimonotiziario.html) in cui mi sono soffermata sul collegamento tra questo problema e la mancanza di movimento dei bambini.
Vorrei invece ora riprospettare il collegamento, non raro, tra ADHD-vari disturbi comportamentali e la criptopirroluria. Cos’è la pirroluria (o criptopirruluria, come viene da alcuni chiamata)? SI tratta di una disfunzione metabolica scoperta circa 50 anni fa dal medico americano C. Pfeiffer, ma che pochi, anche tra gli addetti ai lavori, conoscono . Nell'organismo, la presenza di quest'affezione, di per sé asintomatica, comporta la produzione di sostanze chimiche, i pirroli, e la perdita di elementi essenziali, tra cui la vitamina B6 e lo zinco. E' semplice diagnosticare la criptopirroluria, in quanto i pirroli vengono escreti nelle urine. Il tasso di pirroli nelle urine nella popolazione normale si aggira sull'11% mentre nei casi di pirrolurici è notevolmente più elevato. Si tratta di un esame diagnostico di cui pertanto parlo anche nel sito del mio studio medico (www.saluteglobale.com/accertamenti.html) Avevo attirato l’attenzione sulla criptopirroluria in un mio “vecchio” notiziario del gennaio 2005, (www.buteykoitalia.homestead.com/Untitled1.html ) in cui scrivevo che “A quanto messo in luce da recenti ricerche vi sarebbe, in numerosi bambini iperattivi, una cronica carenza di vitamina B6 e di zinco. Questa carenza sarebbe causata da un difetto metabolico, del nome di "pirroluria", che porta questi bambini ad eliminare gran parte della vitamina B6 nell'urina, finché le riserve sono esaurite e di conseguenza si verifica anche una grave carenza di zinco. La carenza di queste due sostanze provoca appunto i problemi psichici e comportamentali sopracitati. Inoltre la mancanza di vit. B6 provoca una mancanza di serotonina che a sua volta può provocare un appetito eccessivo per i dolciumi.
In particolare nei bambini asmatici ed allergici la somministrazione di antistaminici e nei casi più gravi del cortisone, aggrava la carenza di vit. B6. Un'alimentazione normale, pur sana, non è sufficiente per ricostituire e mantenere nei bambini che soffrono di "pirroluria" le quantità necessarie di vit. B6 e di zinco ed occorre intervenire con integratori (ovviamente non in base al principio del "fai da te" ma attirando l'attenzione del proprio medico su tale possibilità affinché siano prescritte le analisi del caso.”
Avevo poi aggiunto (su un Forum del quale ora non ritrovo il link) che secondo il prof. Kamsteeg (uno dei maggiori esperti in materia) la criptopirroluria fa parte del gruppo delle porfirinopatie, e cioè di disturbi del metabolismo delle porfirine, conosciuti da quasi un secolo. A seguito dello sviluppo, da parte della famosa Mayo Clinic americana (fin dal 1995!) di un test enzimatico particolarmente sensibile per la misurazione delle porfirine nel sangue e non solo nell’urina, si è constatato che non si tratta, come si riteneva in precedenza, di una malattia rara (1:10.000) ma di una condizione abbastanza frequente (1:20 tra gli uomini e 1:10 tra le donne) che, diversamente da come si credeva, può in moltissimi casi avere un decorso lieve e quasi impercettibile; magari non si manifesta proprio oppure, quando si manifesta, non viene diagnosticata e viene confusa con altre malattie. Uno dei centri che in Europa hanno approfondito meglio l’argomento delle porfirinopatie è in Germania, ( www.doss-porphyrie.de/kompetenzengl.html ).
Vi sono ovviamente anche siti italiani (ad es.http://www.amapo.it ) che però continuano in genere a presentare la porfiria come una malattia rara. E’ importante a mio avviso accertare se sia presente una porfirinopatia anche perchè per questo problema vi sono dei fattori che possono aggravare una situazione latente e scatenare un attacco acuto: tra questi fattori vi sono innanzitutto numerose medicine. Altri fattori aggravanti sono lo stress, diete drastiche, attività sportiva eccessiva, il sole in alcuni casi, ed altro. Quanto alle misure da prendere per mettere riparo alla carenza di vit. B6 e zinco alla quale accenno sopra, occorre considerare che in caso di pirroluria vi è un difetto nell’assimilazione della vit. B6, che l’organismo non riesce a trasformare nella sua forma finale (P5P, piridox-5-fosfato) e quindi la B6 va somministrata direttamente in questa forma (sempre evitando il “fai da te”, anche perché in caso di pirroluria vi sono molte sostanze, anche benefiche e naturali, alle quali i pirrolurici reagiscono male).
Concludo riportando sull’argomento alcune osservazioni interessanti di uno dei maggiori esperti, il medico tedesco Bodo Kuklinski, il quale osserva che la pirroluria stessa presenta anche dei vantaggi. Il quoziente d’intelligenza nei bambini che ne soffrano si aggira di regola sul 130. Inoltre essi hanno anche talenti artistici. Se una pirroluria viene riconosciuta per tempo e se si adotta la linea d’azione necessaria, questi bambini sono in grado di sviluppare pienamente i loro vantaggi; sono in grado di riconoscere immediatamente, da una prospettiva più allargata, le correlazioni tra argomenti e sono molto creativi e innovativi. Hanno una spiccata esigenza di sincerità e verità, e quindi spesso devono affrontare attriti con colleghi e superiori. La cosa più grave nel non riconoscimento e non trattamento dei criptopirrolurici consiste nel fatto che cade così attraverso le maglie del sistema sanitario proprio la parte più intelligente di una popolazione, che non riesce a dispiegare in pieno le sue attitudini perchè deve spesso combattere con problemi di salute. I pirrolurici sono sempre in anticipo rispetto ai tempi, hanno intuizioni, capacità di innovazione e creatività. Nei casi in cui la causa di patologie che pure interessano vari organi consiste solo nella pirroluria, il trattamento può essere molto rapido. Certo non basta tuttavia aprire la bocca ed ingoiare vitamine a chili. Il medico curante deve conoscere tutto il raggio d’interazione delle vitamine, degli elementi in traccia e degli aminoacidi. Dei pirrolurici trattati bene sono in grado, dopo circa tre mesi, di correggere da soli i loro deficit biochimici. La conseguenza è che il medico non rivede più i suoi pazienti.

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Aggressività ed iperattività:...….Così come sta aumentando in continuazione il numero di bambini asmatici, è anche in crescita il numero di bambini alle prese con problemi di iperattività, mancanza di concentrazione ed aggressività. Per chi ci legge da un po' di tempo appare chiaro il nesso che vi è tra il modo di respirare dei bambini e le condizioni sopra citate. Ora però vorremmo mettere in luce un altro fattore che può causare problemi di iperattività ed aggressività e che è in gran parte ignorato. A quanto messo in luce da recenti ricerche vi sarebbe, in numerosi bambini iperattivi, una cronica carenza di vitamina B6 e di zinco. Questa carenza sarebbe causata da un difetto metabolico, del nome di "pirroluria", che porta questi bambini ad eliminare gran parte della vitamina B6 nell'urina, finché le riserve sono esaurite e di conseguenza  si verifica anche una grave carenza di zinco. La carenza di queste due sostanze provoca appunto i problemi psichici e comportamentali sopracitati. Inoltre la mancanza di vit. B6 provoca una mancanza di serotonina che a sua volta può provocare un appetito eccessivo per i dolciumi. In particolare nei bambini asmatici ed allergici la somministrazione di antistaminici e nei casi più gravi, dl  cortisonici, aggrava la carenza di vit. B6.
Un'alimentazione normale, pur sana, non è sufficiente  per ricostituire e mantenere nei bambini che soffrono di "criptopirroluria"  le quantità necessarie di vit. B6 e di zinco ed occorre intervenire con integratori (ovviamente non in base al principio del "fai da te" maattirando l'attenzione del proprio medico su tale possibilità  affinché siano   prescritte le analisi del caso.) “

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Flauto e BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva):....... Iniziamo con una notizia “musicale”: uno dei siti americani che riportano notizie ed aggiornamenti nel campo della medicina convenzionale ( http://www.ivanhoe.com/channels/p_channelstory.cfm?storyid=30532 ) apre l’anno con questo titolo : “Musical Medicine: A Flute for COPD” (medicina musicale, un flauto per la BPCO). Nell’articolo si riferisce sui benefici ottenibili suonando un “flauto per i polmoni” che, come osserva il dr. Sethi, capo del reparto polmonare dell’Università di Buffalo, “aiuta a liberare le vie respiratorie dal muco”, poiché “quando i pazienti soffiano nel flauto, le onde sonore che attraversano le vie respiratorie mobilitano il muco, e gli studi dimostrano che, usando il flauto due volte al giorno si ottiene un miglioramento della congestione polmonare e di altri sintomi della BPCO”. Sull’argomento vorrei brevemente ribadire quanto avevo scritto nel mio Notiziario del marzo 2012, (ved. www.prosalutaris.com/ultimonotiziario.html ) e cioè: “I risultati di alcuni studi condotti tempo fa in Germania presso l’Università di Heidelberg sembrano indicare che il suonare strumenti a fiato migliora le condizioni, sia fisiche che mentali, di bambini e ragazzi che soffrono di asma. Il direttore delle ricerche, Dr. Michael Krater, osserva :“ Numerosi genitori temono che suonare strumenti a fiato sia faticoso per le vie respiratorie e possa peggiorare l’asma, ma una serie di studi dimostra il contrario.”
L’effetto positivo si ottiene con tutti gli strumenti a fiato….ma l’effetto più rimarcato si ottiene suonando tonalità alte… La Società di Pneumologia tedesca raccomanda pertanto di insegnare a suonare strumenti a fiato ai giovani asmatici. Quanto alle cause che produrrebbero questi effetti, i ricercatori sono abbastanza vaghi: parlano in generale di “un rinforzamento della muscolatura delle labbra e dei muscoli della respirazione”. Ovviamente i ricercatori non hanno “ricercato” i cambiamenti nel modo di respirare che si verificano mentre si suonano questi strumenti.”
In realtà, se il flauto viene suonato bene , si cerca di far durare il fiato a lungo, e (purché gli insegnanti facciano attenzione a che i bambini tra una frase musicale e l’altra non facciano una grossa, affannosa inspirazione) nel complesso la quantità di aria inspirata-espirata in un minuto diminuisce. Potrebbe quindi essere proprio questo “respirare di meno” il fattore che provoca l’effetto favorevole constatato negli studi tedeschi.

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Influenza e raffreddori:...........Una breve notizia in relazione al freddo, all’influenza ed ai vaccini: l'azienda farmaceutica statunitense Baxter ha emanato degli avvisi in merito al suo vaccino antiinfluenzale, il Preflucel, sospettato di provocare effetti collaterali (dolori muscolari ed altro) piuttosto seri. Già a fine ottobre la rivista dei farmacisti tedeschi (DAZ online) aveva riferito di un numero particolarmente alto di segnalazioni di conseguenze negative addebitabili al vaccino, tra cui 19 casi classificati come gravi. Ed in numerosi paesi si ta procedendo al suo ritiro. Di recente il Preflucel era stato promosso a pieni voti anche da una ricerca scientifica pubblicata sul prestigioso The Lancet che ne aveva confermato la validità e la sicurezza, ed il Preflucel, a differenza di altri altri vaccini, veniva ritenuto adatto in particolare per gli allergici.
Mi è sembrato utile riportare questa notizia, poiché quei numerosi asmatici che sono anche allergici potrebbero essere indotti a preferire questo vaccino.
Anche se, in certi casi, può essere consigliabile vaccinarsi contro l’influenza, ricordo che una delle prime misure, per rinforzare il sistema immunitario ed evitare l’influenza, consiste nel mettere a posto il modo di respirare; vi sono inoltre anche numerose medicine “alternative” ed in particolare ho ottenuto ottimi risultati con alcune medicine omotossicologiche che, in studi randomizzati in doppio cieco hanno dimostrato, per influenza ed infezioni delle prime vie respiratorie nei bambini, dei risultati superiori rispetto a quelli ottenuto con i consueti farmaci.

-L’influenza: un “malanno” di stagione:......Siamo anche quest’ inverno, con i continui sbalzi di temperatura,  alle prese con raffreddori ed influenza. A questo proposito, in relazione sia alla prevenzione che al trattamento dell’ influenza, ho già in passato menzionato numerosi rimedi naturali/fitoterapici. Vorrei qui attirare l’attenzione su un’altra sostanza, naturale, di importanza essenziale per combattere le infezioni: i tiocianati, una sostanza prodotta dall’organismo , che si trova nella saliva, nelle lacrime, nelle vie respiratorie e nel latte materno. Si tratta della “prima linea di difesa”   contro l’ingresso nel nostro organismo di  virus e batteri dall’ambiente esterno. Nel nostro organismo i tiocianati sono prodotti “in base alle esigenze”;  ad es. vengono generati nella saliva per far fronte alla minaccia di patogeni trovati nel cibo o nell’aria che respiriamo. Questi patogeni sono in genere presenti in  un numero modesto, che può essere facilmente essere  neutralizzato dalle limitate quantità di tiocianati che possono essere prodotte nella saliva; se tuttavia i patogeni sono introdotti in   massa,  (come ad es. quando si manga del pollo infettato da salmonella, o quando si mettono le mani in bocca dopo essere stati in prolungato contatto con una persona ammalata di influenza), allora le limitate quantità  di tiocianati che possono essere prodotte nella saliva non sono sufficienti. I tentativi di somministrare questa sostanza con degli integratori sono finora falliti a causa della loro scarsa biodisponibilità. Ora sembra che un chimico inglese sia riuscito ad elaborare un integratore più  disponibile, in modo da consentire ai tiocianati di esercitare i   loro effetti per molte ore.
Osservo tuttavia che,  prima  ancora di pensare ad assumere integratori con  tiocianati supplementari,  bisognerebbe cercare di “non distruggere”    i  tiocianati che costantemente, pur in piccola quantità, si trovano nella saliva. Quando, come ho messo in rilievo (tante volte che temo di essere venuta  a noia!) si respira costantemente dalla bocca, la saliva che produciamo viene in gran parte prosciugata , e i tiocianati  contenuti nella saliva non sono quindi più sufficienti, nemmeno in situazioni abbastanza normali,  per fornire la “prima linea di difesa” contro gli organismi patogeni introdotti in bocca (con il cibo o l’aria).  E’ pertanto essenziale abituarsi a respirare dal naso! Se respiriamo dalla bocca, oltre ai danni prodotti dall’eccesso d’aria costantemente introdotta, ( basta paragonare le dimensioni della bocca con quelle del naso  per rendersi conto che respirando dalla bocca è impossibile non iperventilare), ed oltre ad altri effetti dannosi, si aggiunge anche il problema della  diminuzione  dei tiocianati normalmente contenuti nella saliva prosciugata, con conseguente indebolimento della nostra “prima linea di difesa”!

-Tosse:......A proposito della tosse, vale la pena di mettere nuovamente in rilievo l’effetto dell’iperventilazione (eccesso di respiro) nello scatenare l’impulso alla tosse. Il rimedio di fondo migliore consiste quindi nell’eliminare l’iperventilazione. Vi sono poi alcuni esercizi Buteyko diretti in particolare a fermare/attenuare un attacco ostinato di tosse, poiché l’effetto calmante della CO2 (e quello  stimolante dell’iperventilazione)  sui riflessi che portano a tossire è  provato   anche  da numerose sperimentazioni. Ne cito qui solo alcune:
1)      Clinical cough I: the urge-to-cough: a respiratory sensation.
Davenport PW.- Handb Exp Pharmacol . 2009;(187):263-76
Department of Physiological Sciences, Box 100144, HSC , University of Florida, Gainesville, FL 32610, USA.
2)      The role of cough and hyperventilation in perpetuating airway inflammation in asthma. J Assoc Physicians India. 2000 Mar;48(3):343-5.
Singh V, Chowdhary R, Chowdhary N.
Department of Pulmonary Medicine, SMS Medical College, Jaipur-302 016, India
Un’altra notizia interessante, sempre in merito alla tosse, riguarda la teobromina, sostanza contenuta in buona quantità nella cioccolata scura, e di cui sono  stati  provati gli effetti tranquillizzanti sulla tosse nervosa. Una ditta farmaceutica inglese è ora impegnata nella produzione di un farmaco a base di teobromina (nome in fase sperimentale: BC1036). Il direttore  della compagnia che sta sviluppando questo farmaco mette in rilievo che questa nuova medicina contro la tosse non provocherebbe  gli effetti collaterali   di alcune altre medicine contro la tosse. Alla domanda che gli è stata posta, e cioè: “perché sviluppare una farmaco se basta magiare molta cioccolata per introdurre teobromina?” il direttore    risponde che “con questo farmaco potranno trarre vantaggio dalla teobromina anche le pesone alle quali non piace la cioccolata” J!
Una risposta migliore  sarebbe stata (a parte quella, veritiera ed evidente, che in questo modo ne trarrà beneficio la ditta farmaceutica)   quella consistente nel mettere in rilievo che con questa farmaco si possono evitare gli effetti deleteri per   la linea provocati dal mangiare troppa cioccolata!

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Rinite allergica  ....Ho letto questo piccolo interessante  studio  su  J Allergy Clin Immunol. 2008 Jan;121(1):105-9.. Nello studio, dal titolo "Intranasal noninhaled carbon dioxide for the symptomatic treatment of seasonal allergic rhinitis",  i ricercatori espongono come 10 minuti dopo  una singola somministrazione  di anidride carbonica nelle narici i pazienti, allergici e con il naso turato, abbiamo potuto respirare liberamente dal naso., e visto attenuarsi anche  bruciore e lacrimazione degli occhi, mentre  nel gruppo placebo al quale era stata somministrata nelle narici della normale aria ambientale, l'effetto non era stato pronunciato. La studio conclude dicendo che i ricercatori non hanno ancora individuato  il meccanismo specifico che spiega questo effetto benefico. I lettori di questo Notiziario invece, che conoscono le osservazioni di Buteyko sugli effetti dell'anidride carbonica e magari  hanno già provato come   un semplice esercizio di respirazione Buteyko sia spesso sufficiente per aprire un naso turato, la  spiegazione la conoscono già.

-Problemi polmonari…...E' vitale che chi soffre di problemi polmonari dia un'occhiata al sito www.pneumotox.com (oltre all'inglese c'è una versione in francese ed una in spagnolo), in cui una schiera di esperti del centro medico universitario di Dijon, Francia, ha raccolto 4.200 riferimenti bibliografici riguardanti una cinquantina di malattie  e sindromi polmonari che possono essere provocate  da circa 300 medicine di comune somministrazione per problemi non polmonari.  Questo sito internet costruito dall'Università di Dijon, è regolarmente aggiornato ed è consultato ogni mese da 6000-7000 visitatori. Intendiamoci, non voglio con questo certo dissuadere dall'assumere i preparati farmaceutici citati nella lista (in molti casi possono essere indispensabili e di vitale importanza) e tanto meno invitare a ripiegare sempre s e solo sulle piante e medicine "naturali" (tra i preparati  che possono provocare danni ai polmoni, citati nella lista, vi sono anche alcune erbe); è tuttavia consigliabile che tali preparati vengano assunti solo dopo che il medico (e spesso dei medici non specializzati in malattie polmonari magari  non valutano l'eventuale pericolo per i polmoni dei preparati prescritti per problemi di altro genere) abbia valutato bene il quadro integrale presentato del paziente,  ed il rapporto rischi-beneficio.

-Rinite....Un’altra notizia  interessante in questo periodo di riacutizzarsi delle allergie, riguarda  una piccola sperimentazione, peraltro non pubblicata su alcun periodico di prestigio ( purtroppo non vi sono molte persone interessate a far conoscere e pubblicizzare dei sistemi di guarigione che non richiedono l’acquisto di alcun prodotto-macchinario, ma solo la modifica di abitudini respiratorie). Ecco la notizia:
L’ospedale regionale di Limerick, in Irlanda, ha condotto l’anno scorso, con il prof. John Fenton, uno  studio pilota con 50 asmatici sofferenti di rinite allergica, che sono stati trattati con il metodo Buteyko. Il risultato ha consentito di dimostrare una diminuzione dell’80% dei sintomi della rinite, diminuzione non venuta meno nei successivi 3 mesi in cui i partecipanti allo studio sono stati seguiti.


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Eccesso di peso abbinato ad eccesso di respiro;”obesità alimentare ed obesità respiratoria”: .........Proseguendo il discorso iniziato con la cioccolata devo purtroppo  mettere in rilievo  il problema dell’obesità. La mia  formazione  inGermania  in medicina della nutrizione ed il mio lavoro con il respiro in base ai principi Buteyko, mi hanno messa in condizioni ideali per osservare da una parte l’ obesità alimentare   (fenomeno ben noto e conosciuto) e dall’altra quello, ancora non molto noto, che vorrei denominare come “obesità respiratoria”.
I due tipi di obesità, (relativamente recenti ed abbastanza sconosciuti ai nostri nonni, che del resto avevano a che fare   raramente anche con asma ed allergie mentre ai nostri giorni sia il sovrappeso che l’asma hanno raggiunto proporzioni  epidemiche) hanno molti fattori in comune. E infatti sia quando  mangiamo che quando  respiriamo  una  quantità di cibo/aria superiore alle effettive esigenze, non ce ne rendiamo conto ed abbiamo quasi sempre la sensazione   che  il cibo/l’aria che introduciamo  sia   nella quantità giusta e necessaria per il nostro fabbisogno.
In tutti e due i casi si tratta spesso di sensazioni errate   acquisite per via di cattive abitudini  o periodi difficili e non sani attraversati per una certa durata. Altre volte il problema consiste nella scarsa assimilazione del cibo (che invece di essere utilizzato per produrre energia viene depositato come grasso) o dell’ossigeno che, se non vi è abbastanza CO2,  invece di andare ad ossigenare le cellule viene in gran parte espirato, e ciò provoca una sensazione di carenza di cibo/ossigeno che porta a continuare a mangiare/respirare di più anche quando il cibo o l’O2 già introdotti sarebbero in realtà più che sufficienti.  In tutti e due i casi è quindi necessario un paziente  lavoro di rieducazione che porti a diminuire la nostra fame di  cibo e di aria, e ad una loro migliore utilizzazione nell’organismo .  E spesso è necessario agire contemporaneamente su tutti e due questi fronti.
Il mio lavoro  medico nel campo della nutrizione mi porta  a constatare che   le persone  in sovrappeso che vengono nel mio studio per delle consulenze dirette a perdere peso, quasi sempre iperventilano, ed in effetti è difficile non respirare in modo relativamente rapido ed affannato se si è sovrappeso. Provate un po’ ad immaginare come respirereste se doveste camminare e muovervi portando sempre con voi due valige del peso di 20 kg!
Vi lascio immaginare quale sia la reazione di quei   pazienti che non hanno mai sentito parlare di Buteyko quando dico loro che non solo devono mangiare di meno ma anche respirare di meno! 
Purtroppo, quando si è sovrappeso e si respira troppo si è alle prese con un circolo vizioso che in assenza di contromisure tende a rinforzarsi sempre di più e che  richiede tempo e pazienza per essere spezzato.  Il fatto di essere sovrappeso porta a muoversi di meno (ved. sopra) il che porta a produrre poca CO2 ed a consumare poche energie, e quindi ad accumulare ulteriore grasso. Inoltre l’iperventilazione e la mancanza di CO2 possono poi portare a squilibri ormonali, e ad una produzione non efficiente di energia (il che fa sì che il cibo mangiato, anche quando non è tanto, non venga più consumato in modo efficiente per produrre energia e quindi si accumuli sotto forma di grasso).
Occorre pertanto agire contemporaneamente sul fronte sia del mangiare che del respiro, e  in numerosi  casi  può essere utile  ricorrere anche a terapie e rimedi  di supporto.
Così ad es, in relazione all’equilibrio ormonale: è essenziale controllare il funzionamento della tiroide . Studi relativamente recenti mettono poi in rilievo, in relazione all’adiposità, il ruolo  importante  dell’adiponectina e della grelina. L’adiponectina porta a consumare e a smaltire gli accumuli di grasso mentre la grelina porta ad  un effetto opposto.   Vi sono vari rimedi fitoterapici, in particolare tratti anche dalla medicina ayurvedica, che agiscono in modo scientificamente provato su adiponectina e grelina  nel senso auspicato. Occorre tuttavia un esame approfondito del singolo paziente.
Importante è anche il ruolo del cortisolo. L’iperventilazione compromette la produzione in quantità  giusta del cortisolo e, se si arriva all’asma, spesso si arriva anche a dover prendere dei medicinali cortisonici che, pur a volte necessari per un certo periodo (se si normalizza il respiro con Buteyko si riesce in genere, con un po’ di pazienza, a ridurne o eliminarne l’esigenza), quando sono in eccesso portano, oltre agli altri problemi, ad un accumulo di grasso sull’addome, e a reazioni di stress e depressione (che a loro volta possono portare a mangiare di più).
Infine,   alcuni studi dimostrano che per produrre più adiponectina e quindi per dimagrire, il “digiuno terapeutico intermittente” è particolarmente efficace. In sostanza: digiunare completamente per un giorno intero in cui si beve solo acqua (ovviamente sentito il medico e non quando sono presenti determinate malattie) ogni 3-5 giorni e mangiare normalmente negli altri giorni fa perdere peso in modo più efficace di quanto si riesca ad ottenere mangiando poco ogni giorno. Si tratta in sostanza dell’applicazione, alla tematica del mangiare, del “principio delle onde”, il cui effetto benefico è stato studiato, nel campo del movimento fisico, in particolare dallo scienziato Irving Dardik  del quale, in relazione al movimento, ho parlato
a lungo nella nuova edizione del mio libro ttacco all’Asma.. e non solo”.

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Obesità: Galina Schatalova, la “dr. Buteyko” del mangiare. ...........E’ morta poco più di un anno fa, a 95 anni (e fino a poco prima della morte si recava in “escursioni” sulle montagne del Kazakistan ed in deserti asiatici) la neurochirurga russa Galina Schatalova  che,  in relazione ad una alimentazione sana ha svolto, a mio avviso, un ruolo che può  essere paragonato a quello svolto dal dr. Buteyko in relazione al respiro. E’ verissimo che i benefici del “mangiare di meno” per la salute e longevità sono già noti a tutti, (sull’argomento vi sono migliaia di libri)  mentre quelli del “respirare di meno” purtroppo non lo sono ancora, ma le argomentazioni   della dr. Schatalova, che ho letto nel suo libro nella traduzione tedesca (non credo sia ancora uscita una traduzione italiana) dal titolo “Wir fressen uns zu Tode” (Ci ”abboffiamo” a morte) sono veramente impressionanti. Una della cause principali che ci inducono a mangiare troppo, osserva la dr. Schatalova, è il fatto che gli alimenti al giorno d’oggi sono talmente poveri di vitamine, minerali e varie altre sostanze di cui  abbiamo assolutamente  bisogno per sopravvivere, che l’organismo, nella sua saggezza, percepisce  una continua  fame e continua a mangiare anche quando ha largamente superato il numero ottimale di calorie, alla ricerca della quantità minima di elementi vitali di cui ha bisogno. E’ pertanto indispensabile, quando si intraprende una dieta dimagrante, prendere contemporaneamente gli integratori “giusti”.
Inoltre la dr. Schatalova, pur non menzionando espressamente il suo coetaneo e compatriota K. Buteyko, dà a quanto pare per evidenti e scontati   i concetti da lui messi in luce e, tra  le conseguenze negative per la salute provocate dal “mangiare troppo” menziona anche il fatto che una delle conseguenze dell’eccesso di cibo consiste appunto nel “respirare troppo” e, come gli esperti “buteykiani” già sanno, anche il dr. Buteyko aveva messo in luce come l’eccesso di cibo  sia appunto una delle cause che provocano l’eccesso di respiro. Ciò conferma   che, quando si cerca di acquisire migliori abitudini respiratorie occorre agire su più fronti, cercando di eliminare i vari fattori ed abitudini negative che spesso ostacolano il progresso nel riaddestramento respiratorio.

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Il cuore: l’importanza del pericardio: ......Un buon modo di respirare è, ovviamente, una   circostanza essenziale (se non c’è un buon modo di respirare tutto il resto, dalla buona alimentazione al movimento ecc.  non basta; gli effetti benefici prodotti  ad es. da tre  sani pasti al giorno vengono dissipati da cattivi respiri effettuati 24.000 volte al giorno) ma da sola non sufficiente per assicurare una buona salute. Se si mangia male, se si assumono giornalmente elevate dosi di  tossine ambientali (ved. in proposito i miei articoli sulla terapia chelante pubblicati sui nr. 40 e 41 di Scienza e Conoscenza), allora non basta respirare bene (o piuttosto, non si riesce nemmeno a respirare “bene” in base ai principi messi in luce da Buteyko) per essere sani. Tra i fattori che, come osservato    dallo stesso prof. Buteyko già 50 anni fa (quando ancora  quasi nessuno conosceva gli osteopati e chiropratici), vi sono dei fattori meccanici (derivanti ad es. da incidenti, continui movimenti e posizioni sbagliate ecc.) che compromettono la salute, anche impedendo di respirare in modo ottimale.
Nel mio citato articolo sulla psiconeuroimmunologia, inserito in un numero di Scienza e Conoscenza” dedicato al cuore, mi soffermo pertanto anche sugli aspetti meccanici connessi con il buon funzionamento del cuore, mettendo in luce l’importanza del pericarido. Come scrivo nell’articolo “ Il pericardio è un tessuto fibroso-elastico che costituisce il rivestimento esterno del cuore: le sue connessioni nervose sono in contatto con il resto del corpo e creano una rete di collegamento estremamente complessa. Per­tanto, il contatto tra gli organi e le arterie è un contatto diretto, e le influenze del sistema nervoso autonomo, (il nostro sistema nervoso inconscio costituito dal simpatico e dal parasimpatico) vengono recepite dal pericardio. Appare dunque logico che lo stress colpisca in primis il cuore ed il pericardio”.
Lo stress ma anche dei traumi meccanici possono danneggiare il pericardio, ma per fortuna vi sono anche degli esercizi e manovre che possono migliorare le condizioni di questo organo.

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Fibromialgia:    ....Aumenta sempre di più anche il numero dei pazienti che vengono da me perché sono alle prese con problemi di fibromialgia (dolori diffusi in tutto il corpo). Questi pazienti sono in genere sorpresi quando inizio   a controllare il loro modo di respirare, poiché non è certo intuitivo il collegamento tra il respiro e questi dolori. Tuttavia, a ben pensare, vi è una   somiglianza tra i dolori agli arti che si provano dopo aver svolto uno sforzo fisico e questo tipo di dolori. Quando si svolge uno sforzo fisico troppo intenso l’organismo passa dalla produzione aerobica d’energia , in cui si producono come “sottoprodotti” acqua e CO2, alla produzione anaerobica d’energia, in cui   invece della CO2 si produce acido lattico; facendo riposare i muscoli normalmente l’acido lattico viene smaltito ed i dolori passano . Nella fibromialgia invece i dolori sono cronici. Anche se  influiscono  probabilmente anche altre cause (non è ancora stata del tutto chiarita l’eziologia di questa malattia) a mio avviso  un ruolo importante, come viene del resto ipotizzato da alcuni, spetta all’acido lattico. E’ noto che vi è in genere, per via di vari meccanismi, un rapporto inverso tra CO2 ed acido lattico, nel senso che quando nell’organismo vi è poca CO2, vi è più acido lattico, e vice versa. La quantità di acido lattico presente nell’organismo è per me un indicatore importante e  quando, tra l’altro, nell’apposito test risulta la presenza di elevate quantità di acido lattico  vi è in genere anche un problema di iperventilazione cronica. Regolarizzando la respirazione si normalizza in genere anche  il tasso di acido lattico ; spesso però in questi casi è necessario, prima   di  iniziare gli esercizi per  ottimizzare la respirazione, far diminuire, con  preparati specifici, lo stato generale di acidosi dell’organismo.  

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Emicrania:.......Sulla tematica dell'emicrania,  ecco quanto si legge sul numero di marzo  del  periodico scientifico "Headache: The Journal of Head and Face Pain" (  Enrico Facco MD, Aldo Liguori MD, Filomena Petti MD, Gastone Zanette MD, Flaminia Coluzzi MD, Marco De Nardin MD, Consalvo Mattia MD (2008) Traditional Acupuncture in Migraine: A Controlled, Randomized Study Headache: The Journal of Head and Face Pain 48 (3) , 398–407 doi:10.1111/j.1526-4610.2007.00916.x),  presso l'Università di Padova,   una schiera di scienziati guidata dal dr. Enrico Facco, in un trial clinico, ha diviso i 160 partecipanti   in 4 gruppi. A tutti e 4 i gruppi è stato somministrato il medicinale contro l'emicrania  Rizatriptan. In aggiunta al Rizatriptan, un gruppo è stato trattato con agopuntura-placebo (con aghi piazzati cioè non nei punti "giusti"); un gruppo con un'altra procedura placebo,  un gruppo con l'agopuntura in base ai punti giusti secondo l'agopuntura tradizionale cinese, mentre all'ultimo gruppo è stato somministrato solo il Rizatriptan.
La conclusione dello studio, durato 6 mesi, è stata che  gli unici miglioramenti duraturi sono stati constatati nel gruppo trattato, oltre che con il Rizatriptan , nei  punti "giusti" di agopuntura. I gruppi  trattati solo con il Rizatriptan, oppure con il Rizatriptan ed aghi in punti d'agopuntura "fasulli", hanno dimostrato solo miglioramenti temporanei e transitori.
Anche se, dato il mio lavoro con il metodo d'agopuntura J. Boel per le malattie degli occhi ( www.akupunktur2000.dk e www.agopunturaocchi.it  ), sono già più che  convinta del fatto che l'agopuntura, se fatta bene, è di straordinaria efficacia, notizie come questa  mi sembrano comunque sorprendenti. Bisognerebbe veramente parlarne di più, ed effettuare nuovi studi di più lunga durata e con un numero ancor maggiore di partecipanti.
Una delle osservazioni che cerco inoltre di fare quando applico trattamenti di agopuntura è quella di guardare, pur con metodi empirici,  se e come il respiro cambi durante le sedute di agopuntura. Si tratta di un "dettaglio" che in realtà non viene in genere osservato quando si fanno le sperimentazioni cliniche sull'agopuntura. E se, l'applicazione degli aghi in determinati punti avesse, tra i vari effetti, anche quello, pur secondario, di ridurre e regolarizzare  la respirazione?   I meccanismi attraverso i quali l'agopuntura ha effetto non è ancora stato del tutto chiarito e si fanno varie ipotesi. Non potrebbe forse , tra i vari fattori che procurano i miglioramenti dopo le sedute d'agopuntura, entrare in gioco anche questa regolarizzazione del respiro? Si tratta ovviamente di un campo  ancora tutto da esplorare.
 
-Crisi epilettiche:   .... I benefici della CO2 non finiscono mai di stupire.  Vedo solo oggi  un articolo riportato  sul "Medical News Today" del 9 giugno 2007 in cui,  con il  titolo "Anidride carbonica. Un trattamento privo di costi per le crisi epilettiche",   sono riportati i risultati e le scoperte di uno studio effettuato presso il centro WIRED, dell'organizzazione scandinava Nordforsk. Il  prof. Kai Kaila,  direttore della ricerca, nel commentarne i risultati, osserva che la CO 2 "potrebbe fornire un mezzo sicuro, privo di costi e di effetti collaterali, per trattare nei bambini gli attacchi di tipo epilettico collegati alla febbre elevata. Questa procedura potrebbe fornire sia dei benefici immediati, poiché gli attacchi  vengono fermati molto rapidamente, sia  a più  lungo termine, poiché viene così diminuito il rischio di sviluppare un'epilessia a un'età più adulta". Le sperimentazioni effettuate presso la WIRED hanno dimostrato che gli attacchi epilettici provocati dalla febbre elevata  nei bambini piccoli possono essere fermati rapidamente (entro 20 secondi) e senza alcun rischio, aggiungendo semplicemente CO2, ad una concentrazione del 5% nell'aria inalata. Come si osserva nell'articolo, questa terapia non verrà applicata solo agli attacchi provocati dalla febbre, poiché sembra che questo trattamento potrebbe essere efficace anche nell'arrestare  l'epilessia vera e propria negli adulti.
La prima osservazione che viene in mente nel leggere questo articolo è  la seguente: ma non sarebbe preferibile mantenere la nostra CO2, che già abbiamo dentro di noi, al suo livello ottimale (6,5%) anziché dissiparla con un eccesso di respirazione per poi doverla   restituire  all'organismo  dall'esterno? Sarebbe indubbiamente molto meglio, e se si facesse, probabilmente ai bambini non verrebbero gli attacchi in questione. Tuttavia, una volta che gli attacchi siano in atto, e per di più in   bambini piccoli con la febbre alta,  non è certo il momento migliore per iniziare ad abituarli, con il metodo Buteyko, a respirare di meno e a trattenere così dentro di loro un po' più di CO2. E' forse preferibile in questi casi somministrare loro dall'esterno un supplemento di CO2, come indicato nello studio, ed aspettare che l'attacco e la febbre   siano passati per iniziare poi l'addestramento respiratorio con il metodo Buteyko, prevenendo in questo modo futuri nuovi attacchi.
L'altra osservazione che mi viene spontanea è che il prof. Buteyko, nel descrivere i benefici derivanti dal suo metodo, ha semmai detto/assicurato troppo poco e non certo troppo, poiché l'epilessia e gli attacchi epilettici non sono in genere elencati tra le malattie  che, secondo  Buteyko, possono essere trattate con il riaddestramento del respiro, ed invece, a quanto ora sta emergendo, sembra che   sia possibile ottenere benefici immediati anche in questi casi, semplicemente normalizzando la respirazione in base ai principi evidenziati da Buteyko.


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Per una buona comprensione delle tematiche qui trattate si consiglia la lettura del libro "Attacco all'Asma... e non solo", della Dr. Ferraro