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Notiziari  BUTEYKO (2007)

In questi notiziari,  dal titolo
"Notizie Salutari", che sono inviati per e mail a tutti coloro che, al sito www.buteykoitalia.homestead.com  hanno inviato il loro indirizzo, dimostrando interesse per l'argomento della normalizzazionne della respirazione con il metodo Buteyko,  il consulente medico  ed incaricata della formazione degli istruttori per l'Associazione Buteyko Italia, dr. Fiamma Ferraro, fornisce, oltre alle novità sulle date dei corsi, altre informazioni interessanti sul metodo Buteyko e sulla respirazione e salute in generale. Per riceverlo basta inviarci una e mail.    (fiafer@yahoo.com )

*  I  notiziari hanno scopo informativo e   non intendono in alcun modo dare  consigli medici, per i quali sarebbe necessario un esame medico individuale e di persona, ed approfonditi accertamenti.  Questo avviso vale per tutti i numeri del Notiziario

Notizie Salutari”

(a cura della dott.ssa Fiamma Ferraro)                            Dicembre 2007



-Sono da poco tornata dalla “Macrofesta” organizzata a Riccione dalla Macrolibri, dove ho tenuto una

conferenza, e successivo approfondimento, dal titolo ”Buteyko, la rivoluzione nella respirazione” . Si è

trattato di un evento veramente interessante (incoraggio tutti a visitare questo festival l’anno

prossimo) per il livello dei conferenzieri e l’interesse degli argomenti trattati. Anche tra i

partecipanti alla mia conferenza ho notato con piacere un vivo interesse per l’argomento. E’ veramente ora

che nel campo della medicina “naturale” e ”alternativa” si inizi a parlare un po’ di più della

tematica della respirazione, sulla base tuttavia di argomentazioni scientifiche e citando dati precisi e

sperimentazioni cliniche.-



-Alla fine di novembre ha avuto luogo a Brisbane l’incontro annuale degli istruttori Buteyko,

provenienti da tutte le parti del mondo. Anche se raggiungere Brisbane non è facile per chi, come me,

esercita la professione medica in Italia, era giusto tenere quest’anno questa conferenza in Australia,

paese dove il metodo Buteyko ha trovato la maggiore diffusione iniziale, e dove è stato clinicamente

sperimentato presso la clinica universitaria di Brisbane. Ho visto con piacere che il numero di

istruttori-medici che partecipa a queste riunioni sta continuamente aumentando. Erano tra l’altro presenti

il dr. Tamer El Mays, il prof. Francis Green e il prof. Bob Cowie, dell’Università di Calgary, Canada.

Il dr. El Mays ha in particolare approfondito la tematica del ruolo della CO2. per il rilassamento

delle vie respiratorie. Anche se durante le discussioni è stato prospettato il fatto che, quando

si regolarizza la respirazione, intervengono anche altri fattori benefici–probabilmen te non ancora ben

conosciuti e studiati- diversi dall’aumento della CO2, la maggioranza dei relatori ha messo l’accento

sul fatto che appare comunque ormai provato che negli asmatici la quantità di CO2 è inferiore al normale e

che quando si normalizza la CO2 migliora o guarisce anche l’asma.

Interessante anche il contributo del dr. John Flutter, ortodontista di fama, che ha parlato a lungo

dell’importanza della respirazione nasale.



-Restando sulla tematica dei congressi, all’inizio di novembre avevo partecipato in Germania alla

”Medizinische Woche” (settimana medica) di Baden-Baden, considerata la più importante

manifestazione europea nel campo della medicina alternativa. Tra i vari interventi e corsi ve ne

sono stati alcuni, molto interessanti, dedicati a varie sostanze che provocano una migliore

ossigenazione dei tessuti; peccato tuttavia che, come al solito, anche a Baden-Baden non si sia parlato di

uno dei fattori principali per questa buona ossigenazione, e cioè del modo di respirare.



-Il mio continuo lavoro sulla tematica “buteykiana” mi porta ad aver spesso a che fare con le notizie

mediche provenienti dalla Russia, paese dove hanno tra l’altro avuto luogo delle ricerche sulla salute

veramente molto interessanti, purtroppo poco

conosciute nell’Europa occidentale, dove si tende a non considerare rilevanti tutte le notizie mediche non

pubblicate in lingua inglese!

Tra queste notizie ve ne segnalo una curiosa, che riguarda una sostanza naturale che avrebbe l’effetto

di evitare/attenuare i danni al fegato provocati dall’alcol. Il preparato contenente questa sostanza è

da tempo stato messo in vendita in molti paesi europei e negli Usa, anche grazie ad un’abile propaganda, un

po’ “romanzesca” in cui si racconta come questo preparato consentisse agli agenti segreti del KGB di

restare lucidi e svegli nonostante la vodka tracannata. In realtà, come è scritto anche nell’avviso allegato,

il preparato attenua solamente il danno al fegato ma non evita i danni cerebrali provocati dall’eccesso di

alcol, e soprattutto non evita lo stato di confusione mentale. Non mi sarei soffermata su questa notizia se

il preparato in questione non fosse stato elaborato da alcuni scienziati di fama internazionale (prof.

Mayevsky, prof.ssa Kondrashova e prof. Anisimov), presso uno dei più prestigiosi istituti scientifici

della Russia, l’Istituto di biofisica teoretica e sperimentale (Iteb Ras) che fa parte dell’Accademia

russa delle scienze. Questo Istituto ha inoltre recentemente lanciato in America, in collaborazione

con un’impresa americana, un preparato contenente più o meno le stesse sostanze, destinato a ritardare e ad

evitare/attenuare la menopausa e i problemi da questa derivanti, preparato che, a quanto riferito, sarebbe

stato sperimentato con risultati eccezionali; (chi è interessato può approfondire l’argomento al seguente

link  http://www.medline. ru/public/ pdf/8_046°. pdf )

La sostanza principalmente impiegata in questi preparati (sia in quello per le ubriacature che in

quello per la menopausa) è soprattutto una sostanza naturale, l’acido succinico, contenuta in

proporzioni variabili in numerosi frutti; ne è particolarmente ricco il baobab, e ne contiene molta

anche l’ambra (ed è noto come l’ambra in polvere venisse impiegata nel medioevo contro ogni possibile

malanno).

Uno degli effetti di questa sostanza è tra l’altro anche quello di migliorare l’ossigenazione dei

tessuti.



-Nel libro del medico giapponese Shigeo Haruyama ,”Una grande rivoluzione nel mondo del cervello”, venduto in

milioni di copie in America (purtroppo non ancora tradotto in italiano), dedicato soprattutto

all’alimentazione e ai suoi effetti sul cervello, si  osserva che, per riuscire a mangiare di meno dovremmo

immaginarci di avere a disposizione, per tutta la vita, una certa quantità predeterminata di tonnellate

di cibo ed essere quindi coscienti, ogni volta che mangiamo, che facciamo diminuire la quantità della

riserva rimanente. Anche se il suggerimento può essere utile, mi sembra un po’ drastico e deprimente. Ogni

tanto bisogna pur esser liberi di festeggiare e mangiare un po’ più del solito senza dover pensare ai

mesi tolti alla durata della nostra vita! Quello che tuttavia mi sembra interessante è che nel libro del

dr. Haruyama, a differenza di quanto avviene in altri libri sulla salute, che espongono in centinaia

di pagine dei consigli sul modo di mangiare, mentre non dedicano nemmeno una riga al modo di respirare,

vi è invece una mezza paginetta dedicata al respiro, in cui si invita a tenere in mente, anche per l’aria,

l’immagine,adottata per il cibo, relativa alla riserva limitata. In analogia a concezioni diffuse nelle

scuole di pensiero orientali, il dr. Haruyama osserva infatti che anche per l’aria che respiriamo abbiamo a

disposizione, al momento della nascita, una riserva di circa 21 milioni di litri, e più presto diamo fondo

a questa riserva, più breve è ovviamente la durata della vita.

E’ appena il caso di osservare come questa concezione sia in pieno accordo con quanto sostenuto dal dr.

Buteyko sulla necessità di evitare “l’eccesso di respiro”. Se, con l’addestramento al metodo di

respirazione Buteyko, si abitua il nostro organismo a respirare in modo corrispondente – e non eccessivo-

rispetto alle esigenze del momento, la salute non può che trarne beneficio e, una volta che il riflesso

automatico respiratorio sia stato correttamente riaddestrato, a differenza di quanto avviene per il

cibo, non occorre più pensarci e cercare di trattenersi: si respira automaticamente nel modo

giusto e si evita di dissipare la riserva di 21 milioni di aria!

Spero con quest’ultima notizia di non avervi fatto passare l’appetito per il panettone natalizio (sia nel

mangiare che nel respirare non è in genere  l’eccesso, anche consistente, che avviene una-due

volte all’anno a provocare danni; è molto più dannoso l’eccesso anche lieve ma costante e permanente) e

auguro a tutti un  Buon Natale e un Felice Anno Nuovo!





ASSOCIAZIONE BUTEYKO ITALIA



NOTIZIE SALUTARI  (a cura della dott.ssa Fiamma Ferraro)             

Novembre 2007



-Uscirà prossimamente sul periodico scientifico americano Journal of  Allergy & Clinical Immunology,

il risultato di uno studio appena concluso  dal reparto Allergologia/Immunologia della Creighton

School of Immunology su un gruppo di pazienti sofferenti, ad un livello tale da richiedere l’uso di

farmaci,  di rinite stagionale allergica, provocata da vari pollini. Soffre di questo problema un numero di

americani stimato a 40 milioni   (ed ovviamente ne soffrono anche molti italiani!)

In questo studio, a 60 pazienti è stato somministrato, direttamente   in una fossa nasale, un dosaggio

totale di 1200 ml di anidride carbonica, mentre a 20 pazienti del gruppo placebo veniva somministrata aria

semplice. Mezz’ora dopo il trattamento,   coloro ai quali era stata somministrata l’anidride carbonica

aveva riportato un 50% di miglioramento nei sintomi nasali, mentre nel gruppo placebo il miglioramento era

notevolmente inferiore (27,6%).

I ricercatori, nel commentare i risultati, hanno riferito che l’uso di anidride carbonica per via

nasale ha già provato la sua efficacia anche per il trattamento dell’ emicrania.

Fa ovviamente sempre piacere vedere continue nuove conferme di quanto il prof. Buteyko andava dicendo fin

dal 1960 sugli effetti favorevoli del giusto tasso di anidride carbonica nell’organismo, non solo per

l’asma, riniti ed allergie ma anche per molti altri problemi. Purtroppo, quando si pensa all’utilità

dell’anidride carbonica, il consueto approccio medico-scientifico è quello di   somministrarla nello stesso

modo in cui si somministrerebbe un farmaco, anziché pensare all’unico modo in cui (a parte le misure

d’emergenza in cui questa modalità può essere utile e necessaria) si riesce ad ottenere un risultato

permanente e duraturo, e cioè riaddestrando il modello di respirazione dei pazienti. 



-Ho insistito spesso sull’opportunità di fare attenzione alla qualità dell’aria che si respira in

casa, non raramente più inquinata di quella di strade trafficate. Il Centro di Ricerca in Epidemiologia

ambientale di Barcellona ha ora appena concluso uno studio, durato nove anni, in cui sono state coinvolte

3500 persone   in dieci paesi europei. I risultati hanno dimostrato che il rischio di diventare asmatici

aumentava del 50% per le persone che effettuavano pulizie in casa almeno una volta alla settimana,

impiegando spray detergenti vari,  detergenti per vetri, tappeti, mobili, bagni, e “rinfrescatori” degli

ambienti. Lo studio non ha messo in luce i meccanismi biologici che hanno portato a questo risultato ma

sembra indubbia la responsabilità di sostanze tossiche contenute in questi prodotti e quindi l’opportunità di

sforzarsi di reperire, per queste pulizie, prodotti contenenti solo sostanze innocue.



-E’ noto che Buteyko, contrariamente all’opinione medica moderna che tende  attualmente ad evitare,

purché minimamente possibile, di togliere le tonsille, sosteneva invece che in  molti casi conviene 

toglierle, poiché quando il danno ha superato determinati limiti, le tonsille sono divenute un

tessuto marcio e un focolaio d’infezione permanente che, anche se magari non da più un fastidio

immediatamente percepibile, avvelena tutto l’organismo. Ricercatori dell’Università di Kansas

City, al termine di un recente studio effettuato su 117 bambini che soffrivano di disturbi del

comportamento (irrequietezza e mancanza di concentrazione, disturbi del sonno) hanno constatato

che la sintomatologia di questi bambini era molto migliorata 6 mesi dopo un’operazione di asportazione

delle tonsille.



-Ho spesso attirato l’attenzione sull’importanza fondamentale che, per la salute, ha il respirare con

l’organo che la natura ci ha dato appunto per respirare: il naso. Se si respira dalla bocca è

impossibile evitare di respirare in eccesso (oltre a tutti gli altri problemi che questo tipo di

respirazione comporta). In alcuni casi, quando  vi sono problemi insormontabili al naso, un’operazione

potrebbe essere inevitabile. In altri casi, quando l’ostacolo è meno pronunciato, gli esercizi di

respirazione Buteyko possono portare ad una riapertura dei passaggi nasali. Vi sono tuttavia anche alcune

altre misure che possono  sostenere questo processo.

Segnalo ad esempio un dispositivo di invenzione giapponese, dal nome di Patakara; ( nonostante

l’assonanza italiana poco felice, mi sembra che non si tratti di una patacca!)  Le sperimentazioni effettuate

in Giappone sembrano confermare risultati positivi per l’allenamento di labbra  e muscoli facciali,  un

supporto contro il russare, i disturbi al naso,   e  idisturbi temporomandibolari. Si trovano maggiori

dettagli al sito www. liptrainer.com , oppure a quello del distributore italiano (con il quale non ho alcun

tipo di   partecipazione finanziaria alle vendite).www.humans.it/it



-Come avevo osservato in un precedente Notiziario,  la fama del metodo Buteyko si sta diffondendo anche in

Italia, lentamente ma sicuramente, senza bisogno di pubblicità,   grazie ai risultati che consente di

raggiungere.  Mi fa ora piacere comunicarvi che il 1 dicembre a Riccione terrò una relazione, alla quale

seguirà una tavola rotonda, dal titolo “Buteyko, la rivoluzione nella respirazione”, ad un evento  molto

importante nel settore della medicina alternativa italiana: la Macrofesta, organizzata tutti gli anni

dalla Macroedizioni (che, nella linea BIS pubblicherà l’anno prossimo il mio nuovo libro sul metodo Buteyko,

frutto della mia esperienza medica degli ultimi anni con questo metodo; ma su questo tornerò  in un

prossimo  Notiziario).

Saranno presenti molti relatori di prestigio (da Nader Butto ad Ervin Laszlo) che parleranno di molti

argomenti interessantissimi. Chi desideri partecipare al Festival può trovare maggiori informazioni al

seguente link:

http://www.macroedizioni.it/evento.php?id=565







Notizie Salutari      Ottobre  2007

(a cura della Dott.ssa Fiamma Ferraro)



-Con l’inizio dell’autunno iniziamo a sentire in continuazione alla televisione le previsioni sulle

ondate d’influenza che dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi, con le consuete raccomandazioni di

vaccinazione alle persone più indebolite.

Non me la sentirei certamente di sconsigliare la vaccinazione che in certi casi può effettivamente

essere utile. Consiglio però di accertare bene quali siano i componenti del preparato che si intende usare

per questa vaccinazione, e di accertarsi che non  contenga preservanti a base di derivati di mercurio

ancora a quanto pare in circolazione in alcuni vaccini, sotto vari nomi(thiomersal, mercuriotiolato,

etilmercurio tiosalicilato, sodio mertiolato ed altri)



-A parte l’influenza, inizia comunque la stagione dei raffreddori: un detto conosciuto dice che “un

raffreddore, se curato bene dura una settimana e se non curato dura 7 giorni! “

Lasciando le battute, è bene comunque, soprattutto se si soffre di asma o altri problemi dell’apparato

respiratorio, non trascurare i primi sintomi di un raffreddore ma prendere subito vitamina C, limonata

calda con miele, propoli ed altri rimedi naturali, ed una bella borsa d’acqua calda. La misura più

importante è poi ovviamente quella di fare una   seduta di esercizi Buteyko, e  soprattutto di

riprendere regolarmente la pratica di questi esercizi,

se per caso qualcuno l’avesse interrotta durante l’estate! E’ particolarmente importante, soprattutto

durante i cambi di stagione, controllare, con il noto test della PC, se si respira ancora bene e, in caso

negativo, riprendere subito il riaddestramento. Se in generale   un’aspirina per cercare di troncare

subito un raffreddore può anche non far male ed in certi casi (pur ovviamente tenendo conto delle

controindicazioni e dosaggi del caso) può portare al risultato desiderato, in chi invece soffre di asma

l’aspirina dovrebbe a mio avviso essere di preferenza evitata, a meno di non averla già presa senza

problemi.

Sussiste infatti una sindrome  clinica specifica dal nome di AIA (aspirin induced asthma) con la quale è

designata l’ asma scatenata dall’aspirina e/o da altri preparati antinfiammatori nonsteroidei. Secondo un

articolo pubblicato su Allergy 2003:58, 1064-1066, nel corso di uno studio condotto presso l’Università di

Cracovia in Polonia,  si è accertato che l’AIA è in genere sotto-diagnosticata  e che l’aspirina può

scatenare pesanti attacchi d’asma in una  percentuale che va dal 3 al 19% circa di asmatici .

-Chi soffre d’asma potrebbe quindi prendere in considerazione, non in caso di raffreddore ma per

problemi di natura infiammatoria,  il ricorso, anziché all’aspirina, alla boswellia serrata, una pianta  da

secoli usata nella fitoterapia ayurvedica per le sue proprietà antiinfiammatorie ed antidolorifiche. Ne è

stata provata l’efficacia anche contro l’asma, nel seguente trial clinico: “Effects of Boswellia serrata

gum resin in patients with bronchial asthma: results of a double-blind, placebo-controlled, 6-week clinical

study” (Eur J Med Res. 1998 Nov 17;3(11):511-4), con consistenti miglioramenti nel 70% dei soggetti. Gli

acidi boswellici contenuti in questa pianta  sono inoltre apparentemente in grado di inibire l’azione di

determinati enzimi che in caso di infiammazione attaccano e danneggiano i tessuti elastici, il che è

particolarmente importante per chi voglia mantenere in buone condizioni il tessuto elastico dei polmoni.

Attenzione: è però comunque necessario farsi consigliare da un medico esperto in fitoterapia poiché

anche  i preparati fitoterapici possono essere controindicati in certi casi e possono scatenare

effetti collaterali indesiderati.

-Restando sul discorso della Boswellia (pianta dalla quale si ricava l’incenso), segnalo che la pratica

consistente nel bruciare bastoncini d’incenso, alla quale molti oggi ricorrono per i suoi effetti

rilassanti e che inducono alla meditazione, non è a quanto pare priva di pericoli. Un articolo pubblicato

sul Bulletin of Enviromental Contamination and Toxicology segnala che all’interno di un tempio a

Taiwan, a seguito di un’analisi, sono state riscontrate nell’aria sostanze PAH (idrocarburi

aromatici policiclici,  spiccatamente cancerogene), in concentrazione  45 volte più elevata che non nelle

case di fumatori, e  19 volte più elevata che nelle zone trafficate della città.

E’ vero che probabilmente nel tempio era stata bruciata una grande quantità di bastoncini d’incenso,

magari non di ottima qualità, e credo che non sia certo pericoloso inalare un po’ di fumo d’incenso in

Chiesa o bruciare qualche bastoncino di buona qualità in casa. Non posso tuttavia fare a meno di richiamare

quanto ho detto in precedenti numeri del Notiziario sull’opportunità di fare attenzione alla qualità

dell’aria in casa, che non raramente contiene sostanze dannose in concentrazioni superiori a quelle che si

trovano in strade  trafficate. E’ bene ricorrere, per profumare, solo ad oli essenziali del tutto naturali ,

ed evitare assolutamente tutti i “profumatori e deodoranti dell’ambiente” contenenti sostanze

sintetiche.

-A proposito del rilassamento, visti i “pericoli” dei bastoncini d’incenso, non posso non far nuovamente

presente come  -a parte il discorso sui preparati farmacologici, in alcuni casi indispensabili ma da

evitare finché possibile-, il “calmante” naturale più efficace che io abbia mai visto nella mia attività di

medico sia la buona respirazione.Ricorro spesso, per un'azione di supporto, anche ad alcuni preparati

fitoterapici molto efficaci, ma è stata soprattutto la “tranquillizzazione” della respirazione con il metodo

Buteyko a darmi risultati sorprendenti su pazienti che soffrivano da anni di attacchi di ansia, panico e

stress.







"NOTIZIE SALUTARI" Settembre 2007

(a cura della Dott.ssa Fiamma Ferraro)





-1) Buongiorno a tutti! Spero che al rientro dalleacanze questo Notiziario vi trovi tutti in ottima

forma e pieni d'energia!

Per chi invece non è riuscito a recuperare abbastanza per far fronte alla ripresa delle fatiche lavorative

e per chi magari soffra di una costante condizione di stanchezza vorrei dire, anche se questo non può certo

consolare chi ne soffre, che la sindrome di stanchezza cronica è, a mio avviso, una delle malattie, di cui la

scienza medica non ha ancora accertato con sicurezza le cause, in più rapido aumento. Nel mio studio medico

vedo un gran numero di pazienti alle prese con questo problema.



Interessante, quanto alle possibili cause, è questo recentissimo studio del luglio scorso, condotto

dall'Università di Lovanio, Belgio, con il titolo "Hyperventilation in patients with chronic fatigue

sindrome: the role of coping strategies" (Iperventilazione nei pazienti con la sindrome di

stanchezza cronica. Il ruolo delle strategie per farvi fronte), pubblicato su Behav. Res. Ther. 2007 Jul. 20.

In questo studio si constata in generale l'esistenza di livelli bassi di CO2 nei pazienti sofferenti di

questa malattia.

Vi sarebbe anche qui nuovamente da chiedersi per quanto tempo si dovrà continuare a ripetere le

sperimentazioni prima che la pratica medica prenda atto dei loro risultati univoci. A risultati analoghi

a quello di due mesi fa erano arrivate infatti anche varie altre sperimentazioni, tra le quali cito

solamente, ad esempio, quella risalente a 10 anni fa, del Dipartimento di psicologia medica dell'ospedale

universitario di Nijmegen, Olanda, pubblicata su J Psychosom Res. 1997 Oct;43(4):371. 7, con il titolo

"The chronic fatigue sindrome and hyperventilation" . (La sindrome della fatica cronica e l'iperventilazione) .

In questo studio si osserva che "l'esistenza di prove fisiologiche di una situazione di iperventilazione è

stata constatata con frequenza significativamente maggiore nei pazienti sofferenti della sindrome di

stanchezza cronica , rispetto al gruppo di controllo di persone sane." L'iperventilazione è , nella

terminologia medica, quasi un sinonimo di ipocapnia (e cioè basso livello di CO2), poiché

l'iperventilazione provoca appunto sempre anche eccessiva perdita di CO2.

Chi segue questo Notiziario sa ovviamente che il modo per mettere riparo alla iperventilazione- ipocapnia

esiste ed è semplice da attuare. Se, con il metodo Buteyko, si regolarizza la respirazione eliminando

l'iperventilazione, migliora tutta l'ossigenazione dell'organismo, migliorano il metabolismo e la

produzione d'energia. Chi soffre di questa sindrome di stanchezza cronica potrebbe quindi trarre giovamento

dall'apprendimento di questo metodo- ovviamente dopo aver effettuato tutti gli esami medici necessari per

escludere che la stanchezza non sia causata da altri problemi medici ( una stanchezza che si prolunga,

apparentemente senza causa, è infatti uno dei primi sintomi di varie malattie, a volte serie).



-2) Per restare nel campo degli studi medici, ne cito un altro, interessante, del novembre scorso, condotto

dal Regio ospedale per Gola, Naso e Orecchie di Londra, pubblicato su J Laryngol Otol, 2006 Nov;

120(11):942- 6, con il titolo " Prevalence of hyperventilation sindrome in an allergy clinic,

compared with a routine ENT clinic". (Prevalenza dell'iperventilazio ne in una clinica per allergie, in

confronto ad una normale clinica per orecchie, naso e gola).

In questo studio, partendo dalla premessa che "E' stata riportata una elevata predominanza della

sindrome d'iperventilazione cronica nei pazienti asmatici", si arriva alla conclusione che "Il

risultato indica l'esistenza di una elevata prevalenza della condizione di iperventilazione tra i ricoverati,

in linea generale, nell'ospedale" e che "Dovrebbe forse (?!) essere data considerazione al possibile

ruolo dell'iperventilazio ne nella sintomatologia" .

Mi astengo da ogni commento e mi limito a constatare che effettivamente, " forse" si dovrebbe guardare un

po' di più a come respirino normalmente gli asmatici, tra un attacco e l'altro, e prendere atto di quanto

constatato sull'argomento fin dal 1960, dal prof. Buteyko, e prima e dopo di lui anche da altri.



-3) Per concludere questo breve numero del Notiziario, cito ancora un importante studio del King's College

di Londra, in cui è stata identificata una proteina che provoca infiammazione nei polmoni e che

contemporaneamente fa aumentare la fame. Numerosi altri studi avevano in precedenza constatato un

collegamento tra infiammazione, obesità ed asma, ed in particolare in uno studio recente in cui erano stati

presi in considerazione i dati riguardanti 330.000 persone, si era constatato che per ogni asmatico di

peso normale ve ne erano 1,5 sovrappeso od obesi.

Naturalmente lo studio conclude dicendo che "è necessaria ulteriore ricerca".

Anche se ovviamente una ulteriore ricerca è sempre utile, chi conosca il lavoro del prof. Buteyko non può

non ipotizzare che alla base sia dell'asma che del problema di soprappeso possa esservi (magari insieme

ad altri fattori) anche un modo sbagliato di respirare, che oltre a provocare l'asma causa anche un

funzionamento non ottimale del metabolismo. Rimettere quindi a posto la respirazione, oltre a giovare

all'asma può far bene anche alla linea!



"
Notizie Salutari" ( a cura della dott. Fiamma Ferraro)          giugno 2007



1- In un recente studio, pubblicato   il 16 maggio scorso sul New England Journal of Medicine,  si osserva che  per gli asmatici che abbiano avuto una serie di attacchi, i medici tendono a prescrivere dosaggi più elevati delle medicine in uso, mentre è più raro che in successivi periodi di nuovo più tranquilli e senza molti attacchi, il dosaggio venga di nuovo diminuito per tornare ai livelli precedenti. Ciò fa sì, osserva lo studio, che gli asmatici tendano a prendere un dosaggio usuale di medicine più elevato del necessario e che in genere, in caso di asma persistente ma lieve, il dosaggio usuale potrebbe essere probabilmente ridotto;…. e se lo dice    non solo il dr. Buteyko ma persino il  New England Journal of Medicine c'è proprio   da crederci!   Ma, ovviamente, non posso  fare a meno di aggiungere che, per evitare rischi, anche  di ricadute, la riduzione del dosaggio di farmaci dovrebbe essere prescritta dal medico e dovrebbe idealmente essere accompagnata dall'apprendimento e pratica del metodo Buteyko.



2- Due anni fa  una squadra di ricercatori dell'Università tedesca di Jena, diretta dal prof. Gerhard Jahreis, che da anni si occupava della ricerca sui grassi animali e aveva osservato che i bambini che bevono latte soffrono meno spesso di asma rispetto a quelli che non lo bevono, ha effettuato uno studio epidemiologico per accertare quale sia la sostanza che, nel latte, ostacola l'asma.  Nello studio, pubblicato sul periodico "Biochimica Biophysica Acta (BBA 1737,111-118,2005), viene esposta l'esistenza di un collegamento tra l'asma e   specifiche forme di acido linoleico coniugato  (CLA) che, nello stomaco dei ruminanti, si formano partendo da grassi vegetali. E' risultato che alcune di queste forma di CLA esercitano sugli eosinofili ed epiteli bronchiali cuna benefica azione antinfiammatoria, particolarmente importante per chi soffre d'asma. Il CLA (conjugated linoleic acid) è una sostanza che va attualmente molto di moda per perdere peso. Le si attribuiscono inoltre molti altri benefici (azione antidiabetica, antinfiammatoria, ed altro). Devo però a questo proposito mettere in guardia: come mi avevano chiarito anche durante la specializzazione  in medicina della nutrizione che ho fatto in Germania,  e come è  confermato anche in questo studio, il CLA contiene in genere due isomeri particolarmente attivi: il "cis-9 trans11-CLA" ed il "cis-10  trans12-CLA". Mentre il primo (cis-9 trans11-CLA) esercita appunto la benefica azione antinfiammatoria, il secondo esercita un'azione molto meno favorevole,   ed anzi persino un'azione dannosa (infiammatoria, diabetogena ecc.) Il problema con i vari integratori alimentari in vendita, molto diffusi, contenenti CLA, è che non conoscendo l'importanza di questa differenza   non indicano in genere neppure le rispettive percentuali di queste due sostanze contenute nei loro prodotti. Il benefico cis-9 trans11-CLA si forma comunque in quantità molto maggiori nel latte di mucche, capre e pecore che si nutrono pascolando liberamente sui prati, mentre è quasi assente nel latte di animali nutriti con vari mangimi.   E' importante quindi che gli asmatici, se bevono latte, si assicurino che si tratti di latte proveniente da fattorie biologiche e, se non vi sono altri problemi, preferiscano formaggi abbastanza grassi confezionati con questo latte biologico, visto che il benefico   CLA si trova appunto nella parte grassa del latte.



3-Un numero   elevato di asmatici che vengono da me per imparare la tecnica Buteyko soffre di sinusite ed ha problemi a respirare dal naso. In questi casi è essenziale prima di tutto curare la sinusite, per riuscire a respirare dal naso. A questo proposito mi sembra utile segnalare, anche se è piuttosto "vecchio" un articolo apparso   nel settembre 1999 sul periodico "Mayo Clinical Proceedings"   della celebre Mayo Clinic, (che non è certo un clinica "alternativa"); in questo articolo  si critica l'uso massiccio di antibiotici  contro le sinusiti, osservando che il 96-99% delle sinusiti è causato non da batteri ma da funghi e muffe, e dalle conseguenti reazioni allergiche, e quindi gli antibiotici, che agiscono solo contro i batteri, sono del tutto inutili. Vi sono in effetti (e qui cessa il resoconto dell'articolo della Mayo Clinic e continuo io) numerose sostanze naturali che agiscono contro i funghi e le muffe che si insediano nel seno nasale e vi è ora anche un test tedesco specifico con il quale è possibile, in modo semplice, accertare se nell'organismo sia presente una quantità eccessiva di muffe, e quali.



4-Nel suo bellissimo libro "Un altro Giro di Giostra", Tiziano Terzani racconta alcune tappe di viaggi effettuati dopo il trattamento consueto contro il cancro. Nel descrivere alcune impressioni riguardanti una tappa in Cina, Terzani scrive tra l'altro   alcune considerazioni  che  riporto: "Tutte le antiche civiltà hanno studiato il "potere del respiro" e hanno intravisto il rapporto tra il respiro e la mente, e forse l'anima. Alcune, come quella indiana, hanno pensato che è possibile, usando il respiro, prendere consapevolezza di quella forza che sostiene l'intero universo e di cui il respiro è la l'espressione più grossolana. Gli yogi, avendo notato che certi animali capaci di respirare lentamente, come l'elefante ed il serpente, vivono molto più a lungo di quelli, come il cane o la scimmia, che invece respirano più velocemente, hanno speso anni ad escogitare specialissimi esercizi intesi a rallentare il ritmo della propria respirazione, prolungando così –si dice- la propria vita fino a centocinquanta, duecento anni. L'altra idea, anche questa molto indiana, è che il tempo assegnatoci dal destino non si misura in anni, giorni e ore –dopo tutto queste sono nostre invenzioni- ma in respiri. In altre parole, non nasceremmo coi giorni, ma coi respiri contati. E siccome un uomo respira normalmente 21.000 volte al giorno, 630.000 volte al mese e circa sette milioni e mezzo di volte all'anno, rallentare questo ritmo significherebbe allungarsi la vita. Basterebbe impratichirsi!"



Queste riflessioni di Terzani sono in effetti un patrimonio della scienza indiana dello Yoga, ed anche nel libro "Vivere di più respirando di meno", con il quale Rosa Maria Chicco nel 1999 ha fatto conoscere in Italia le scoperte del dr. Buteyko, si mette in evidenza come negli animali vi sia un rapporto preciso e senza eccezioni tra numero di respiri al minuto e la durata media della vita, nel senso che gli animali che respirano di meno sono quelli che vivono più a lungo.



Come dice Terzani,"basterebbe impratichirsi" e, come dice Goethe: "è così semplice , eppure spesso quello che è semplice è così difficile!"

-2-3 giugno a Casciano di Murlo (Siena), con la dott.ssa Ferraro :

corso di respirazione Buteyko dedicato in particolare a chi soffre di ansia/attacchi di panico, (v.sopra), con il seguente programma:

-classificazione   dell'ansia

-ruolo del respiro nell'ansia ed esercizi del caso

-approccio e strategia psicoterapeutici

-discussione di terapie farmacologiche-convenzionali ed alternative naturali.



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NOTIZIE SALUTARI"  (a cura della dott. Fiamma Ferraro )                                      Maggio 2007

-Buongiorno a tutti. In questo periodo di caldo e mancanza di pioggia, tutti i media parlano   dell "effetto serra", del surriscaldamento della terra e degli effetti dannosi provocati dalla CO2 (anidride carbonica). Come se già non bastasse la cattiva fama di cui gode la CO2  negli ambienti della medicina naturale-alternativa, che la considera solo un inutile, dannoso "gas di scarto", ci si mette ora anche la problematica ambientale (alla quale sono peraltro anch'io molto sensibile) a demonizzare la CO2! Sono in effetti non poche le persone che mi chiedono: "come è possibile che nel mio organismo ci sia una carenza di CO2 quando nell'atmosfera che ci circonda invece ce n'è troppa?"  La risposta è che   la quantità di CO2 presente nell'atmosfera ammonta allo 0,03% circa (e anche se si avverassero le previsioni più catastrofiche non supererebbe lo 0,04-0,05%) mentre dentro di noi la percentuale normale di CO2 ammonta al 6% circa ( e questo non lo dice solo Buteyko ma tutti i testi di fisiologia medica "ufficiale"). La CO2 che abbiamo dentro non proviene dall'atmosfera esterna   ma è prodotta nel nostro organismo come "prodotto collaterale" del processo di produzione d'energia (produciamo molta CO2 soprattutto durante il movimento fisico); quando respiriamo troppo (iperventiliamo), emettiamo una quantità di CO2 eccessiva rispetto a quella che produciamo.

- Per tornare alla problematica ambientale: anche la terra, come l'uomo, ha i suoi meccanismi di autoregolazione. Se c'è molta CO2 nell'aria, allora   diventano più folti, resistenti e rigogliosi i boschi e la vegetazione, per la quale  la CO2 è il "cibo" essenziale. I problemi, per l'uomo e per la terra, si verificano quando si arriva a dei punti di rottura, che impediscono a questi meccanismi di autoregolazione di funzionare (come avviene ad es. se non vi è più spazio per gli alberi e si continua imperterriti a distruggere ogni giorno ettari della foresta dell'Amazzonia per adibirli a pascoli per bovini da trasformare poi in Hamburger!)

  Mi ha fatto piacere leggere recentemente, sulla rivista tedesca "Raum und Zeit" (Spazio e Tempo) un articolo dal titolo "Die CO2 Lüge. Kein Klima-killer sondern Lebens-Stoff ( La menzogna della CO2- Non è un killer climatico ma una sostanza vitale)". Nell'articolo si osserva tra l'altro, riprendendo un precedente articolo del prof. Bert Küpper ("Ohne Co2 kein Leben"-Senza CO2 non vi è vita) che da milioni di anni i vulcani emettono circa 6000 gigatonnellate di CO2 all'anno, mentre il contributo dell'uomo a questa emissione è di circa 30   GT all'anno. L'articolo avanza inoltre il sospetto che tutta questa campagna mediatica   sul pericolo della CO2 sia in realtà diretta a distrarre l'attenzione dalle altre sostanze, ben più pericolose e dannose, emesse in continuazione nell'atmosfera e nelle falde acquifere, e soprattutto a preparare il terreno per un ritorno all'energia nucleare (bandita da tempo anche in Germania), anziché ad incentivare lo studio di energie veramente "pulite". 



- In questa stagione di allergie, di cui ho parlato anche nel Notiziario precedente, vorrei attirare l'attenzione sull'importanza dei fenomeni allergici spesso scatenati da   muffe (aspergillo, alternaria ed altre) presenti (per umidità eccessiva e nascosta) nelle mura degli ambienti in cui si vive. Vi sono ora dei test molto precisi che misurano queste sostanze, spesso ignorate nei comuni test allergici. In numerosi miei pazienti allergici il problema derivava a quanto pare proprio da queste sostanze, ed un risanamento-bonifica delle mura casalinghe ha portato (ovviamente insieme agli esercizi di respirazione Buteyko) ad una rapida scomparsa-attenuazione dell'allergia.

Sempre a proposito di sostanze allergizzanti e problemi ambientali,   segnalo un recente studio dell'Università di Miami (Florida) pubblicato su Chest,2007;131:187-194, in cui   si parla degli effetti dannosi risentiti dagli asmatici che si recavano alla spiaggia nei giorni, periodicamente ricorrenti, in cui le correnti   portavano acque piene di alcune alghe rossastre. Queste alghe a quanto pare rilasciano potenti tossine, nell'aria e nell'acqua, particolarmente dannose per gli asmatici. Non so se questo tipo di alga (Karena brevis) sia presente anche nelle nostre acque, ma purtroppo, a tutte le varie precauzioni quanto alle cose da evitare, ora gli asmatici –   che contavano sugli effetti benefici delle vacanze al mare- dovranno aggiungere anche il  controllo delle quantità di alghe presenti. Meglio affrettarsi ad imparare il metodo Buteyko prima di partire per le vacanze!



-Per parlare di argomenti meno deprimenti, segnalo due sostanze a quanto pare benefiche per gli asmatici: la corteccia di un albero che cresce soprattutto nelle foreste del Ghana, la Funtumia elastica, tradizionalmente impiegata dalla locale popolazione   per vari problemi di salute sembra, a quanto risulterebbe da un vasto impiego in gran Bretagna, esercitare effetti benefici per l'asma. Si tratta peraltro solo di effetti riferiti dalle persone che l'hanno impiegata e non di studi effettuati con criteri scientifici.

Un'altra sostanza, la melatonina, largamente impiegata anche da noi soprattutto per dormire, a quanto accertato in uno studio clinico in doppio cieco (risultati pubblicati sulla AM J Respir Crit Care Med. 2004 Aug 11) consente di migliorare notevolmente la qualità del sonno, spesso disturbato in chi soffre d'asma. Non sono tuttavia stati riscontrati benefici in merito alla sintomatologia specifica dell'asma.



Sempre in relazione alla qualità del sonno e ai problemi di apnea notturna, di cui numerose persone soffrono, cito   un importante articolo apparso sulla prestigiosa rivista media New England Journal of Medicine (J.Laffey and B.Kavanagh, 4 luglio 2002)

in cui si mette in evidenza come l'eccesso di respirazione   e l'ipocapnia (deficit di CO2, che consegue all'eccesso di respirazione) svolga un ruolo importante in tutta una serie di patologie, tra cui quali anche l'apnea notturna.



In un recente numero di questo Notiziario ho parlato dell'importante nesso tra iperventilazione ed ansia-attacchi di panico.  Numerosi studi medici hanno consentito di provare l'esistenza di un collegamento evidente tra attacchi di panico ed iperventilazione.  Tra i tanti, cito solo quello pubblicato su Arch Bronconeumol.2005 May; 41 (5):267-71, dal titolo "Prevalenza della sindrome d'iperventilazione in pazienti trattati per l'asma in una clinica pneumologica", in cui non solo si constata l'esistenza di problemi di iperventilazione negli asmatici, ma anche un'elevata percentuale di attacchi di panico, collegati appunto all'iperventilazione. Anche la mia esperienza medica e psicoterapeutica mi convince sempre di più dell'importanza di questo collegamento, e del fatto che in caso di fenomeni come ansia /panico una delle prime cose da fare sia in genere quella di mettere a posto la respirazione.

Ne sono così convinta che  dedico proprio  all'ansia/panico il primo della serie di corsi Buteyko specifici, che intendo effettuare per insegnare il metodo  Buteyko in corsi separat, dedicati volta per volta  a gruppetti di persone che soffrono di determinate specifiche patologie, diverse dall'asma. In questo corso diretto a coloro che soffrono di ansia/panico, oltre ad insegnare il metodo Buteyko,  mi soffermerò anche sulle misure   mediche-farmacologiche, su alcune terapie fitoterapiche e di medicina naturale, che possono accelerare l'eliminazione del problema. La   prima misura da attuare resta comunque la normalizzazione della respirazione. Prendere vitamine e integratori senza aver prima normalizzato la respirazione sarebbe come cercare di riempire d'acqua un vaso che ha una larga fessura; prima bisogna riparare la fessura e poi riempire d'acqua il vaso!

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NOTIZIE SALUTARI”    (a cura della dott. Fiamma Ferraro)                                        Aprile 2007

-Sull’edizione online del celebre Times inglese ho notato, il 29 marzo scorso, una notizia dal sottotitolo promettene : „Una nuova speranza per milioni di asmatici proviene da un modo del tutto diverso di trattare questa malattia“.  Sperando, dato il riferimento promettente a  un approccio “del tutto diverso”, che finalmente si prendesse in considerazione il metodo Buteyko (che pure in Gran Bretagna, molto più che da noi, è conosciuto ed applicato anche da molti medici) mi sono precipitata a leggere l’articolo, che però ha completamente deluso le mie speranze. L’articolo esponeva in effetti, con un titolo trionfalistico (“Una nuova speranza per gli asmatici grazie ad un tubo caldo nei polmoni”), una nuova tecnica sperimentata in 11 centri in Gran Bretagna e Canada, su 112 pazienti. A quanto riportato dal New England Journal of Medicine, a seguito di questa terapia, chiamata “termoplastica bronchiale”, è risultato che i pazienti hanno ottenuto una riduzione del 50% degli attacchi asmatici ed una riduzione media del 45 % nell’uso dei broncodilatatori. La terapia, per ora ancora in fase sperimentale, consiste nell’inserimento, in anestesia locale, di un catetere (denominato Alair; ved. il sito della ditta produttrice  www.asthmatx.com) nelle vie respiratorie. Lì il catetere si espande e , rilasciando calore, cauterizza una parte della muscolatura liscia che  riveste le vie respiratorie, togliendo loro quindi una buona parte della capacità di contrarsi e  restringersi.

C’è veramente da chiedersi cosa ci sia di nuovo, se non in senso peggiorativo, in questo tipo di approccio; si continua, come avviene purtroppo in molti tipi di terapie, a contrastare i sintomi/le conseguenze (la costrizione eccessiva delle vie respiratorie durante gli attacchi d’asma)  anziché  ricercare ed eliminare la causa  di questa ipereccitabilità.  Se poi si aggiunge il fatto che, secondo Buteyko, la contrazione delle vie respiratorie non è negli asmatici nemmeno un sintomo ma piuttosto una reazione difensiva diretta a contrastare i danni prodotti dall’iperventilazione, e se si considera che questo “nuovo” decantato approccio provoca una –pur piccola- mutilazione permanente dell’organismo, distruggendo   una parte di muscolatura liscia  ( se la natura ha dotato le vie respiratorie di muscoli lisci che  consentono loro di contrarsi, se ne deve dedurre che questa possibilità di contrazione in certi casi potrebbe avere  una sua utilità) c’è veramente da restare perplessi.

E’vero che, di fronte ai pericoli dei broncodilatatori a lunga durata (di cui ho ripetutamente riferito in passati numeri di questo notiziario) e agli effetti collaterali del cortisone, questa nuova terapia per certi versi può sembrare preferibile. Ci si domanda tuttavia quanto si dovrà attendere per arrivare finalmente ad un vasto utilizzo e riconoscimento del metodo Buteyko, che ha dimostrato, in varie sperimentazioni cliniche, una efficacia ben maggiore (riduzione media del 90% - non del 45%- nell’uso dei broncodilatatori), e che agisce alla radice, eliminando cioè l’iperventilazione, e quindi la conseguente reazione di difesa dell’organismo (contrazione delle vie respiratorie) diretta a ridurre  l’iperventilazione.

-Durante l’incontro annuale della “Thoracic Society” dell’Australia e Nuova Zelanda, come riferito il 26 marzo scorso dal “New Zealand Herald” con un articolo intitolato   “Migliaia di persone trattate per l’asma potrebbero avere un problema diverso”, è stato discusso il problema di una diagnosi corretta dell’asma. Sembra infatti, come riferisce l’articolo,  che nuove, più sofisticate procedure diagnostiche, non ancora disponibili ovunque, abbiano consentito di accertare che numerosi pazienti diagnosticati come asmatici,  soffrono invece di danni di altra natura alle vie respiratorie, in genere provocati da infiammazioni.  Se il problema è di natura prevalentemente infiammatoria i broncodilatatori non sarebbero utili.

-Sempre in relazione alla diagnosi di asma, mi sembra interessante anche  un altro problema, la “disfunzione delle corde vocali” che viene non raramente erroneamente diagnosticata come asma, in quanto provoca sintomi molto simili, come una sensazione di chiusura della gola, un senso di soffocamento e problemi di respirazione in particolare, come avviene per l’asma, nella fase dell’espirazione.

Nell’interessante sito http:// cantbreathesuspectvcd.com  (non puoi respirare: sospetta una disfunzione delle corde vocali), si osserva come questo problema della VCD (disfunzione delle corde vocali) sia ancora poco conosciuto, come numerosi medici non ne abbiano mai sentito parlare, e come sia ignorato anche in molti libri medici. Il problema, per confondere ulteriormente le cose ,è inoltre complicato anche dal fatto che vengono impiegati anche altri nomi per  la VCD, e che esistono anche altri quadri patologici simili (ad esempio la “distonia spasmodica”).

E’ interessante comunque notare che, tra i consigli dati nel sito web sopraccitato, alla pagina “come sopravvivere ad un attacco di VCD”, vi siano alcune manovre respiratorie che portano ad un rallentamento  e ad una tranquillizzazione della respirazione (nuova conferma della validità di quanto sostenuto dal dr. Buteyko).

Non mi resta che dire  che, viste anche tutte queste difficoltà e   la complessità   della diagnosi dell’asma, perlomeno la respirazione Buteyko, diversamente da quanto accade per broncodilatatori e cortisone,  anche quando la diagnosi di asma  è errata, fa comunque bene poiché è utile anche in caso di infiammazioni, attacchi di panico, disfunzioni vocali e spasmi.

-Sempre restando sul tema “Buteyko aveva ragione”,leggo su un recente numero di “Salute Oggi” , un articoletto dal titolo “Ultime scoperte. Chi dorme sul lato sinistro riposa meglio”.

In realtà, come sanno tutti quelli che hanno letto il libro “Attacco all’Asma”, Buteyko fin dal 196o  consigliava, pur senza averne spiegato bene i motivi, di dormire sul lato sinistro. Come  scrive  questo recente articolo “Ora si è scoperto che soprattutto chi dorme sulla schiena e sulla parte destra del corpo soffre di bruciori di stomaco notturni. La spiegazione è semplice: dormendo sul fianco desto si esercita una pressione sullo stomaco; in questo modo il succo gastrico viene letteralmente spremuto”…procurando fastidiosi bruciori in gola.

A questo proposito vi è da aggiungere che la VCD di cui parlo sopra è non raramente causata da problemi di riflussi gastrici.


CORSI

Corsi per istruttori:

-nel mese di maggio, (11-12-13 maggio) 1o livello del corso per istruttori, a Casciano di Murlo, con la Dr. Fiamma Ferraro. Per garantire la qualità dell'insegnamento, il corso   accetta un numero molto limitato di persone ed è quasi completto. Possono essere ancora accettati 1-2 partecipanti.Gli interessati sono quindi invitati a mettersi al più presto in contatto con la Dr. Ferraro

Corsi per uso proprio:
- Il  5-6 maggio: Corso di Yoga e Buteyko ad Imola (BO), presso il Circolo Culturale Indra (Via XX settembre 19), con la dr. Fiamma Ferraro e con Simona Gherpelli. Info ed iscrizioni: Simona Gherpelli 349.1824363 

Per maggiori informazioni ed iscrizioni : Dott.ssa Fiamma Ferraro, tel. 0577817693  cell. 3403754383, sito web: www.geocities.com/fiafer/corsi , e-mail: fiafer@yahoo.com

-Conferenza introduttiva sul metodo Buteyko, con l’istruttore Massimiliano Conte: Sabato 16 giugno a Roma, in Via Elio Andrisco 4 - orario 10-13 14.30-18.30. Informazioni al 333 4824271 - oppure
all'email massconte@libero.it-


"Notizie Salutari"          (a cura della Dr. Fiamma Ferraro)                                                               Marzo 2007

-Buongiorno! Questo inizio di primavera vede, come di consueto, un riacutizzarsi dei problemi d' allergia, di cui soffrono numerosi asmatici, problemi che  quest'anno, anche per le condizioni climatiche, si presentano con particolare virulenza. Cosa fare? L'approccio consueto consiste nel cercare di identificare i fattori che scatenano l'allergia  e nel cercare di evitarli o di    abituarsi a tollerarli, con una terapia di desensibilizzazione. Il problema è però che non  è facile identificarli, tanto più che non raramente i fattori ai quali si è allergici sembrano cambiare o aumentare in continuazione. Sarebbe ovviamente preferibile riuscire ad agire alla base del problema, attenuando la sensibilità eccessiva dell'organismo a questi fattori, che il più delle volte non sono del resto sostanze velenose e nocive (nei confronti delle quali una reazione di rifiuto da parte dell'organismo sarebbe più che giustificata!) ma normali sostanze (dai pollini ai peli di cane, acari ecc.) con i quali l'organismo umano da secoli convive in genere senza problemi. Strettamente collegato a questo problema delle allergie scatenate per via respiratoria, vi è poi il problema delle allergie (o a volte semplici intolleranze) a determinati alimenti.

A questo proposito vi sarebbe innanzitutto da dire che qualunque sostanza, per quanto innocua o benefica, se arriva in luoghi in cui non dovrebbe arrivare può diventare nociva. Essenziale a questo riguardo è il problema dell'integrità delle mucose (che si tratti di quelle intestinali  o di quelle respiratorie, comprese quelle del naso). Se queste mucose sono infiammate e danneggiate, succede che lascino passare dei frammenti di sostanze che non dovrebbero oltrepassarle, e ciò può scatenare fenomeni di allergia o intolleranza.

E' necessario quindi innanzitutto cercare di ricostituire l'integrità di questa mucosa, ma per questo è necessaria una terapia medica individualizzata. Alcuni consigli generali di carattere spicciolo consistono  nel frattempo nel cercare di evitare le sostanze alle quali si è più sensibili, spruzzando ad es. nel naso dei preparati  che, formando una pellicola impenetrabile, trattengono pollini, ecc ;  evitando tappeti e materassi infestati da acari e tenendo lontani, se del caso, gli amici a 4 zampe!

Alcune sostanze naturali e piante che esercitano un effetto benefico contro l'allergia sono lo zinco, la vitamina B6, il rosmarino, l'aloe, la quercetina ed alcuni enzimi come la bromelaina. E' comunque bene consultare un medico esperto in terapie naturali. Insieme tutto questo, il consiglio più importante rimane ovviamente quello di intensificare la pratica della respirazione Buteyko, essenziale per diminuire i fenomeni di infiammazione e di  allergia.



-Un discorso a parte merita  una sostanza importante anche in relazione alle allergie, l'istamina, che purtroppo è in genere vista anche questa, come avviene per la CO2, in chiave  solo negativa, ed è  combattuta con gli antistaminici. Guarda caso, è stato anche qui  un medico russo, Felix Ravikovich, emigrato da ann in Canada, dove esercita, a mettere in luce il ruolo benefico che può avere l'istamina,  che deve essere presente nell'organismo in quantità giusta (come avviene per la CO2, avere  poca istamina può essere dannoso quanto averne troppa). Ne parlerò più a fondo in un prossimo numero del Notiziario ma intanto consiglio a chiunque parli bene l'inglese (il linguaggio è molto tecnico e di non facile comprensione) di leggere il   libro del Dr. Ravikovich, "The Plot against Asthma and Allergy Sufferers" (Il complotto contro chi soffre di asma ed allergia).

-Un altro libro appena uscito in inglese, e che varrebbe la pena di leggere  è  "Adverse Reactions-The Fenoterol Story" (Reazioni avverse-La storia del Fenoterolo); al termine della lettura ogni asmatico si precipiterebbe probabilmente ad imparare la tecnica Buteyko per non dover più dipendere da sostanze che possono provocare queste "reazioni avverse"! Il libro, pubblicato dall'Università di Auckland, Nuova Zelanda (paese che ha notoriamente la maggior percentuale al mondo di asmatici), è scritto da Neil Pearce, professore universitario, medico epidemiologo di fama internazionale e responsabile del Centro per la ricerca sulla salute pubblica dell'Università di Massey. Pearce racconta la storia di come, nel 1976, un gruppo di giovani scienziati, di cui lui faceva parte,   dopo aver notato che a partire dal 1976 vi era stato un improvviso forte aumento della percentuale di decessi tra gli asmatici in Nuova Zelanda,  (la percentuale si era  triplicata nel giro di  soli tre anni, con 600 decessi tra il 1976 ed il 1979), iniziò una ricerca   per accertare le cause di questo aumento. Dopo una lunga e rigorosa indagine, il gruppo di scienziati guidato da Pearce stabilì senza possibilità di dubbio che la responsabilità di questo aumento era da attribuire  al broncodilatatore  Fenoterolo, la cui vendita, con il nome di Berotec, era stata autorizzata in Nuova Zelanda proprio poco prima dell'inizio dell'aumento impressionante di decessi. Il libro racconta poi la storia appassionante dei lunghi anni di battaglia condotta contro un' opinione medica conservatrice e contro le industrie farmaceutiche, fino ad ottenere il ritiro dal mercato della Nuova Zelanda di questo preparato, nel 1990 (meglio tardi che mai!) ed il conseguente immediato calo dei decessi. Oltre a raccontare questa vicenda, Pearce solleva nel libro molti interrogativi inquietanti quanto al modo in cui viene accertata l'innocuità dei farmaci e quanto ai rapporti tra ricerca scientifica ed interessi finanziari. All' interrogativo che sorge spontaneo, e cioè come mai abbia atteso oltre 15 anni per raccontare questa vicenda, Pearce risponde di aver voluto  attendere che la sua "rabbia" si calmasse, per poter scrivere in modo relativamente spassionato ed obbiettivo.

L'altro interrogativo che mi è sorto spontaneo, ed al quale purtroppo non ho potuto dare una  risposta soddisfacente, è stato quello di vedere cosa sia successo in Italia con questo preparato antiasmatico. Con mia grande sorpresa ho visto che in Italia (ed in altri paesi) il fenoterolo è ancora tranquillamente in vendita, con il nome di Dosberotec e, pur su ricetta medica e con determinate avvertenze e limitazioni, è tranquillamente impiegato in caso di asma!

A risentirci e  intanto Buona Pasqua a tutti!



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Notizie Salutari"    ( a cura della dr. Fiamma Ferraro)         Febbraio 2007

Buongiorno a tutti. In questa edizione vorrei riprendere due notizie che erano state date in questo Notiziario un po’ di tempo fa.
1) Nell’ottobre 2003 si riportava la seguente informazione:

“L'autorita' di controllo americana FDA ha per la prima volta approvato , a seguito dei risultati positivi  conseguiti in sperimentazioni cliniche in doppio cieco, un rimedio non farmacologico per il trattamento della pressione elevata del sangue. Si tratta di un apparecchio elettronico che, dopo aver analizzato la struttura del respiro di un paziente, sintetizza una musica individuale che induce il paziente, che tende ad adattare il suo modello respiratorio alla musica,   a respirare (-indovinate un po! Ndr.-) piu' lentamente e di meno. Gli studi, pubblicati nell' American Journal of Hypertension hanno dimostrato una diminuzione media di 14/9 mmHg dopo 8 settimane di uso. E' cosi' nuovamente confermato  quanto scoperto da Buteyko sull'importanza della respirazione nell'ipertensione, e con gli esercizi Buteyko si ottengono, in modo piu' efficace e senza necessita' di costosi apparecchi, risultati ancora superiori, come dimostrato dallo stesso Dr. Buteyko che, all'eta' di 35 anni, era stato indotto proprio dalla sua pressione troppo elevata ad approfondire lo studio della respirazione ed era riuscito, grazie alle sue scoperte, a guarire.”

Trascorsi più di 3 anni, leggo ora sul periodico Internal Medicine News (vol.40,Issue 3, Page 36- 1 February 2007) una notizia, (riportata anche nel corso dell’ultimo incontro della Associazione Europea per lo Studio del Diabete), riguardante un nuovo trial clinico  in merito allo stesso  apparecchio. In questo trial,  condotto presso l’Ospedale universitario  Hadassah, a Gerusalemme,  l’uso dell’apparecchio ha “consentito di ottenere una significativa diminuzione della pressione  del sangue in un gruppo di diabetici sofferenti di ipertensione.  Un gruppo di 60 pazienti diabetici di tipo 2 con la pressione superiore a 130/80 mm Hg, è stato suddiviso in due gruppi. Dopo 8 settimane, al termine del trial, nel gruppo che aveva usato l’apparecchio per 15 minuti al giorno, si è riscontrata una diminuzione media di 9,5 mm Hg  della pressione sistolica, mentre nel gruppo di controllo vi era invece stato un aumento di 2,2 mm Hg. E’ stato inoltre riscontrato un preciso collegamento tra l’ uso dell’apparecchio e diminuzione della pressione, nel senso che tale diminuzione è stata più elevata in coloro che avevano usato l’apparecchio   più frequentemente. “

Queste notizie fanno ovviamente piacere, ma  quanti di questi trial  sono ancora necessari? Quanto tempo dovrà ancora passare prima che si prenda finalmente atto, con ulteriori approfondimenti, dell’ effetto benefico che, come appare ormai assodato, esercita sulla salute la diminuzione del volume e dell’intensità della respirazione,  con qualunque sistema (purché non pericoloso) questa diminuzione sia ottenuta? Vi sono numerosi mezzi per ottenere una diminuzione: dall’uso di apparecchi di biofeedback del genere di quello utilizzato negli studi riportati, al rilassamento, allo yoga, all’ipnosi, alla meditazione, all’agopuntura (in cui vi sono  punti specifici per l’iperventilazione), alla tecnica Buteyko. A mio avviso la tecnica Buteyko è lo strumento che nella maggioranza dei casi agisce più efficacemente e  rapidamente per ottenere  questo risultato, e nel modo meno costoso (gli apparecchi in questione costano parecchie centinaia di euro). Il modo di respirare è comunque  quanto di più individuale vi possa essere  e in determinati casi ho trovato utile, come supporto, anche l’uso di questi strumenti. L’importante è che sia l’opinione pubblica sia gli ambienti medici inizino a dedicare più attenzione al “giusto respiro”, come fattore basilare per la salute.



2) Nell’aprile 2004, questo Notiziario riportava la seguente informazione: “L'inserto "Salute" di "La Repubblica" dell'11 dicembre scorso, in un articolo dal titolo "L'anidride carbonica che ridona la linea", decantava i benefici della carbossiterapia, che nelle beauty-farms francesi è utilizzata, attraverso microiniezioni, per curare varie problematiche, dalla cellulite alle alterazioni del microcircolo, dalle flebopatie agli accumuli di adipe. L'anidride carbonica, si legge, "agisce come una microscopica "pompa" che spinge il sangue nel labirinto dei capillari. Secondo i suoi sostenitori, la carbossiterapia migliora la circolazione sanguigna: inoltre, grazie al maggior apporto di ossigeno….".

A quanto pare l’uso dell’anidride carbonica per fini estetici si sta sempre più diffondendo anche in Italia. Recentemente ad esempio, il numero del 9 febbraio 2007 del popolare settimanale “Viversani”  decantava le virtù dell’anidride carbonica contro la cellulite e per spianare le rughe.

Vi è inoltre un numero crescente di siti, anche in italiano, sui benefici di questa terapia. In uno di questi ad esempio si legge:  “La carbossiterapia  sfrutta gli effetti vasodilatatori della anidride carbonica per sciogliere gli accumuli di adipe. ….. mira a trattare la cellulite, le alterazioni del microcircolo, le flebopatie e gli accumuli di adipe attraverso microiniezioni locali di anidride carbonica…… La carbossiterapia è un metodo sicuro ed efficace. Utilizza l’anidride carbonica medicale,  che ha la peculiarità di promuovere la vasodilatazione e di ripristinare il corretto flusso di sangue nelle aree asfittiche, aiutando l’attività dei fibroblasti e migliorando il processo di rigenerazione cellulare.“

Come si osservava in questo Notiziario anche nel 2004, fa piacere leggere  una ulteriore conferma di quello che Buteyko ha messo instancabilmente in luce negli ultimi 40 anni, e cioè che l'anidride carbonica non è un inutile gas di scarico ma è indispensabile, nella giusta misura, per l'apporto d'ossigeno ai tessuti.  Peccato però che  l’attenzione verso questa riconosciuta  capacità della CO2 di  “promuovere la vasodilatazione e ripristinare il corretto flusso di sangue nelle aree asfittiche, aiutando l’attività dei fibroblasti e migliorando il processo di rigenerazione cellulare” sia a quanto pare concentrata soprattutto e quasi esclusivamente per scopi estetici ed anti-invecchiamento. Anche se vi sono in Italia centri ed associazioni  per lo studio dell’utilizzo medico della CO2, si vede  poi, a ben guardare, che questo tipo di terapia è inquadrato nell’ambito della medicina estetica, tanto che ad esempio  presso l’Università di Siena, i corsi di apprendimento in questa tematica  sono inquadrati nell’ambito della specializzazione in chirurgia plastica . Vi sono tuttavia  dei luoghi in Europa in cui l’utilizzo della CO2 per un gran numero di scopi medici ha delle antiche tradizioni, che ancora resistono. Così ad esempio nella Repubblica Ceca, grazie all’esperienza accumulata nei bagni termali di Karlsbad, Franzensbad e Marienbad,  con  acqua e grotte ad elevato contenuto di CO2, questo tipo di terapia è usato soprattutto per  numerose altre finalità mediche: dalla cefalea cronica ai problemi di circolazione, dal tinnito ai dolori alle articolazioni, dalle neurodermiti alle ulcerazioni. Con il metodo Buteyko è comunque possibile ottenere, a livelli sistemici (in tutto l’organismo) benefici analoghi a quelli che si verificano, in alcune zone, quando la CO2 è iniettata localmente.



3) Vorrei concludere con una piccola notizia personale. Negli ultimi due anni mi è dispiaciuto che numerose persone, residenti in regioni dell’Italia del Nord, che mi avevano contattata per l’apprendimento del metodo Buteyko o per una consulenza medica, trovassero difficile raggiungere, con il treno o mezzi pubblici, il mio studio nel villaggio di Casciano di Murlo (16 km a sud di Siena). Mi fa quindi piacere comunicare che ora, oltre  a Casciano e a Roma, svolgo la mia attività medica  anche  a Firenze (Studio medico Giardina, Via Nazionale 35).

                                                   
"NOTIZIE SALUTARI"         (a cura della Dr. Fiamma Ferraro)   Gennaio 2007

Salve! Spero che abbiate trascorso dei bei giorni di festa e, da parte dell'associazione Buteyko-Italia,   Buon Anno a tutti!

1) Inizio con una buona notizia: in Australia (paese in cui, per motivi non chiari, il numero di asmatici è elevatissimo) l'Organizzazione Nazionale per l'Asma,   espressione della medicina "ufficiale" e non certo molto ben disposta verso i trattamenti "alternativi", ha dovuto ufficialmente riconoscere l'efficacia e validità del metodo Buteyko contro l'asma. Forse anche a seguito della pressione dell'opinione pubblica, allarmata per le conseguenze, in alcuni casi letali, di determinati broncodilatatori a lunga durata (ne ho riferito in passate edizioni del Notiziario), ha recentemente pubblicato i risultati di un'ampia ricerca sui 30 rimedi "alternativi" più diffusi contro l'asma, in cui è stata effettuata una revisione sistematica ed una   valutazione di quanto accertato nelle varie sperimentazioni cliniche effettuate  su questi rimedi. In questa revisione sono stati esaminati i risultati conseguiti   in termini di "miglioramento dei sintomi e/o della funzione polmonare e/o diminuzione dell'esigenza di medicine negli asmatic". Tra questi 30 rimedi, solamente a 2   è stato attribuito, in due di queste categorie, un punteggio di 2+ (significato: "probabilmente efficace"): uno di questi due è appunto il metodo di respirazione Buteyko, al quale   questo punteggio è stato attribuito sia per quanto riguarda la riduzione dei sintomi che per la riduzione di medicinali (non invece per il miglioramento della funzione polmonare, che peraltro è misurato con l'espirazione forzata-FEV: nel metodo Buteyko si   evita questo sistema di misurazione, che può provocare attacchi d'asma, e quindi gli studi non sono indicativi per questo aspetto). L'altro rimedio che ha ottenuto un analogo punteggio è il preparato giapponese a base di erbe, dal nome tsumura saiboku-to. (Francamente non lo conoscevo. Dalla ricerca internet che ho effettuato non sembra facile procurarselo). Se si considera che gli studi clinici presi in considerazione per il metodo Buteyko sono stati 5, mentre quelli per il rimedio giapponese solo 2, ed inoltre che solo il metodo Buteyko ha ottenuto il 2+   nella categoria della riduzione dei medicinali (il preparato giapponese ha ottenuto qui 1+, e solo per la riduzione di cortisone e non per quella di broncodilatatori) risulta chiaramente che il metodo Buteyko è risultato primo, in efficacia, tra i 30 rimedi alternativi studiati . I punteggi attribuiti a quasi tutti gli altri rimedi alternativi, alcuni dei quali molto popolari e diffusi, sono stati invece "non efficace" oppure "risultati contrastanti". E su questo vi sarebbe molto da osservare, ma dovrei scrivere un libro per farlo e non un breve notiziario. Chi è interessato può trovare i risultati completi dell'indagine al seguente link:

http://www.nationalasthma.org.au/HTML/management/infopapers/health_professionals/5009.asp



2) Che si può fare contro i malanni di stagione (influenza, raffreddore ecc.) a parte ovviamente respirare „bene", ed in particolare sempre dal naso e non dalla bocca?

Vi sono molti rimedi naturali con proprietà antivirali, dal propoli all'echinacea ecc. e di molti abbiamo già parlato in questo Notiziario. A questi se ne può aggiungere un altro, di cui recenti studi sembrerebero indicare un elevato effetto antivirale, persino contro l'influenza aviaria: l'olio d'origano.Ad una diluzione dell'1%, in uno studio preclinico,   un estratto d'olio d'origano ha ridotto del 99,9% il virus dell'influenza (da 10.000.000 a 5 unità infettive per ml). Non si tratta di uno studio decisivo, perché effettuato in un laboratorio su richiesta di una ditta americana produttrice di olio d'origano, e l'effetto è stato studiato non in vivo su pazienti ma solo in vitro, tuttavia, dato che si tratta di una sostanza non certo dannosa ma anzi diffusa nei nostri usi alimentari, tanto vale in questo periodo provare ad abbondare con i condimenti a base d'origano!



3) La Facoltà di medicina dell'Università  di Stanford ha avviato uno studio per accertare se sia vero che un disturbo la cui frequenza sta crescendo, gli attacchi di ansia e panico- siano causati da una carenza di anidride carbonica nel sangue, a sua volta causata da iperventilazione. Fa ovviamente piacere vedere che una delle più prestigiose università americane abbia avviato uno studio su una tematica sulla quale a mio avviso sarebbe necessario un numero molto maggiore di sperimentazioni cliniche, e cioè le conseguenze dei vari modelli respiratori sulla salute e sulle varie malattie. Quello che invece fa un po'meno piacere è vedere che   il primo appello rivolto a persone interessate a partecipare allo studio era stato lanciato già nell'estate del 2005 e probabilmente non ha avuto successo perché è stato ripetuto nel 2006 , e i risultati non si vedono ancora.Si vede proprio che dietro allo studio non c'è qualche ditta farmaceutica impaziente di mettere sul mercato un  suo preparato contro gli attacchi di panico! Cercherò, scrivendo a Stanford, di accertare a che punto siano le cose. Osservo tuttavia che già nella medicina popolare era noto, come si ricorda anche nel libro „Attacco all'Asma" il „ rimedio della nonna" consistente nel far respirare la persona in preda ad attacchi di panico od isterismo,dentro un sacchetto di carta, il che ovviamente faceva rapidamente aumentare il livello di anidride carbonica nel sangue; si tratta tuttavia solo di una misura temporanea d'emergenza perché   se non viene corretto, con gli esercizi del metodo Buteyko, il modello respiratorio errato, questo temporaneo aumento viene presto disperso.
  4) In una passata edizione di questo Notiziario avevo attirato l'attenzione sul fatto che il ferro, come l'ossigeno, è una di quelle sostanze necessarie alla vita (l'ossigeno che entra nei polmoni, se non si può legare ai   globuli rossi del sangue –che in mancanza di ferro non sono presenti in quantità sufficiente- non può passare nel sangue e poi ai tessuti del corpo), diviene invece estremamente dannoso se presente in eccesso e, come osservavo, questo eccesso non è presente solo nei rari casi di emocromatosi ma, pur in misura minore, è abbastanza diffuso . Il danno si verifica   soprattutto nell'organo nel quale l'eccesso di ferro è maggiormente depositato, e si verificano quindi problemi cardiaci se si tratta del cuore, diabete se del pancreas, epatiti e cirrosi se del fegato. Una recente ricerca dell'Università americana dell'Ohio, nel mettere in guardia contro gli alimenti, in vendita nei supermercati, ai quali è stata aggiunta una dose di ferro a titolo preventivo contro l'anemia, e contro gli integratori vitaminici-minerali nei quali è spesso contenuto anche ferro, hanno comunicato i risultati di uno studio dal quale appare che un eccesso di ferro favorisce le infezioni intestinali (salmonellosi ecc.). Soprattutto in caso di uomini non più in fase di crescita e donne   dopo la menopausa, il ferro andrebbe assunto solo se le analisi cliniche ne rilevano l'effettiva carenza.

5) Il tedesco Tom Sietas sta attualmente battendo tutti i record nell'immersione in apnea (e cioè senza bombole d'ossigeno o altri aiuti). Riesce a restare sott'acqua per 9 minuti senza riemergere per respirare A quanto   rivela, il segreto del suo lungo respiro "sta non soltanto nell'allenamento quotidiano ed in uno straordinario dominio mentale del corpo: ritiro il mio spirito e a volte mi muovo in avanti solo con la forza della mente, quasi non più con i muscoli".



Ovviamente non voglio con questo incoraggiare nessuno   a provare ad imitarlo, neppure su scala estremamente ridotta! Cito  queste capacità perché mi sembra si tratti di una ulteriore dimostrazione di quanto vi sia ancora da scoprire sul respiro.


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